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Giulio Morelli

Laboratorio accreditato: cos'è e come verificarne il campo

In sintesi

Un laboratorio accreditato è un laboratorio di prova la cui competenza tecnica è stata verificata dall'ente nazionale di accreditamento, in Italia Accredia, secondo la norma *UNI CEI EN ISO/IEC 17025*.

di Giulio Morelli·8 min read·

Un laboratorio accreditato è un laboratorio di prova la cui competenza tecnica è stata verificata dall'ente nazionale di accreditamento, in Italia Accredia, secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. L'accreditamento non vale per tutto ciò che il laboratorio fa, ma solo per le singole prove elencate nel suo campo di accreditamento: è questo che va controllato prima di affidare un'analisi.

Nel settore alimentare la differenza non è solo di qualità. Per le analisi di autocontrollo la legge italiana richiede laboratori accreditati e iscritti negli elenchi regionali, e un referto emesso da un laboratorio non idoneo può non avere valore davanti all'autorità di controllo.

Accreditamento e certificazione non sono la stessa cosa#

Molti laboratori espongono una certificazione ISO 9001. È un attestato utile, ma dice soltanto che l'organizzazione ha un sistema di gestione per la qualità: non verifica se i risultati delle prove sono corretti. L'accreditamento secondo la ISO/IEC 17025 è un'altra cosa, perché valuta la competenza tecnica sulle singole prove.

Durante la valutazione l'ente di accreditamento controlla, tra l'altro:

  • la validazione dei metodi di prova e la stima dell'incertezza di misura;
  • la taratura e la riferibilità metrologica degli strumenti;
  • la qualifica del personale che esegue e firma le prove;
  • la partecipazione a prove valutative interlaboratorio (proficiency test);
  • l'imparzialità del laboratorio e la gestione dei campioni, dalla ricezione al rapporto di prova.

In Italia l'unico ente nazionale di accreditamento è Accredia, designato con decreto del 22 dicembre 2009 in attuazione del Regolamento CE 765/2008. Un accreditamento rilasciato da un altro ente europeo firmatario degli accordi di mutuo riconoscimento ha valore equivalente, ma va verificato con la stessa attenzione.

Quando la legge richiede un laboratorio accreditato#

Analisi di autocontrollo delle imprese alimentari#

La regola principale per le imprese alimentari è l'art. 40 della Legge 7 luglio 2009, n. 88. I laboratori esterni che eseguono analisi nell'ambito delle procedure di autocontrollo per le imprese alimentari devono essere accreditati secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17025 per le singole prove o gruppi di prove, da un organismo che opera secondo la ISO/IEC 17011.

Le modalità di iscrizione, aggiornamento e cancellazione dagli elenchi regionali sono state fissate dall'Accordo Stato-Regioni dell'8 luglio 2010 (Rep. Atti n. 78/CSR), recepito dalle singole Regioni. Ogni Regione tiene quindi un elenco dei laboratori che possono eseguire analisi di autocontrollo per le imprese alimentari, aggiornato periodicamente.

In pratica: se un ristorante, un laboratorio di pasticceria o un'industria alimentare fa eseguire tamponi superficiali, analisi microbiologiche sui prodotti o analisi chimiche nell'ambito del proprio piano HACCP, deve rivolgersi a un laboratorio accreditato per quelle prove e iscritto nell'elenco regionale. Il tema dei tamponi è approfondito nella pagina sui tamponi HACCP obbligatori.

Controlli ufficiali#

Per i controlli ufficiali svolti dalle autorità sanitarie, il Regolamento UE 2017/625 stabilisce all'art. 37 che i laboratori designati come laboratori ufficiali devono essere accreditati secondo la norma EN ISO/IEC 17025. Questo riguarda i campioni prelevati da ASL e altri organi di controllo, non le analisi commissionate dall'impresa, ma spiega perché l'accreditamento è il linguaggio comune tra controllore e controllato.

Altri ambiti#

In altri campi l'obbligo dipende dalla norma di settore. Alcune disposizioni richiedono espressamente laboratori accreditati o qualificati, altre si limitano a indicare il metodo di prova. Prima di commissionare un'analisi richiesta da una legge o da un'autorizzazione conviene leggere la norma che la impone e verificare se cita l'accreditamento. Per le analisi delle acque, ad esempio, trovi indicazioni nell'articolo sulle analisi dell'acqua.

Come verificare l'accreditamento di un laboratorio#

La verifica richiede pochi minuti e si fa sulla banca dati pubblica di Accredia. I passaggi sono questi.

  1. Cercare il laboratorio per nome o per numero di accreditamento. Dal 2025 i numeri sono stati riassegnati in un registro unificato: Accredia pubblica una tabella di corrispondenza tra vecchi e nuovi numeri.
  2. Aprire la scheda e scaricare il certificato di accreditamento, controllando data di emissione e scadenza.
  3. Verificare che non sia attiva una sospensione: la banca dati consente di filtrare i laboratori con sospensione in corso.
  4. Scaricare l'elenco delle prove accreditate e cercare la prova che serve, controllando matrice, parametro, metodo di prova e campo di misura.
  5. Se il laboratorio ha un campo di accreditamento flessibile, chiedere l'elenco aggiornato delle prove che gestisce in regime flessibile.
  6. Per le analisi di autocontrollo alimentare, controllare anche l'iscrizione nell'elenco della propria Regione.

Esempio: un laboratorio è accreditato per la ricerca di Listeria monocytogenes sugli alimenti con un metodo ISO, ma non per la stessa ricerca sui tamponi di superficie. Un rapporto di prova sui tamponi emesso da quel laboratorio non è un'analisi accreditata, anche se il laboratorio nel suo complesso lo è.

Leggere il rapporto di prova#

Il rapporto di prova è il documento che il laboratorio consegna al cliente. Prima di archiviarlo nel fascicolo HACCP conviene controllare alcuni elementi.

ElementoCosa verificarePerché conta
Marchio di accreditamentoPresente e riferito alle prove eseguiteIndica che la prova rientra nel campo accreditato
Prove non accreditateDevono essere identificate come taliUn parametro non accreditato non ha la stessa garanzia
Metodo di provaCorrisponde a quello dell'elenco AccrediaUn metodo diverso può non essere coperto
CampionamentoChi ha prelevato il campione e comeSe il prelievo è dell'impresa, il laboratorio risponde solo dell'analisi
Incertezza di misuraRiportata quando rilevante per il giudizioServe per valutare risultati vicini al limite
Riferimento normativoLimite o criterio usato per il giudizio di conformitàPer gli alimenti spesso è il Reg. CE 2073/2005 sui criteri microbiologici

Un altro aspetto da non trascurare è il campionamento. Molte imprese prelevano da sole i campioni o i tamponi e li inviano al laboratorio: in questo caso l'accreditamento copre l'analisi ma non il prelievo, e la responsabilità di un campionamento corretto resta all'impresa.

Cosa può dire un'analisi e cosa no#

Un risultato di laboratorio fotografa un campione in un momento preciso. Un esito sfavorevole è un segnale certo che qualcosa non ha funzionato; un esito favorevole, invece, non garantisce che tutto il processo sia sotto controllo. Per questo il Regolamento CE 852/2004 mette al centro le procedure basate sui principi HACCP, e le analisi servono soprattutto a verificare che quelle procedure funzionino.

Ne derivano due indicazioni pratiche. Il piano di campionamento va scritto nel manuale di autocontrollo, con frequenze e punti di prelievo motivati dall'analisi dei pericoli. E i risultati vanno usati: un tampone positivo deve portare a un'azione correttiva registrata e a una nuova verifica, non solo a un foglio archiviato.

Errori frequenti nella scelta del laboratorio#

Il primo errore è scegliere solo in base al prezzo, senza guardare il campo di accreditamento. Il secondo è fidarsi della dicitura "laboratorio accreditato" sul sito o sul preventivo: la verifica va fatta sulla banca dati, prova per prova. Il terzo è non controllare i tempi di consegna dei campioni, perché un campione microbiologico arrivato fuori temperatura o oltre i tempi previsti dal metodo può essere rifiutato o dare risultati non attendibili.

Infine, attenzione ai pacchetti "tutto compreso" in cui il laboratorio è un subfornitore del consulente. Non è vietato, ma il nome del laboratorio che esegue la prova deve comparire sul rapporto, così da poterne verificare l'accreditamento. Se vuoi un quadro di come formazione, consulenza e analisi si combinano, trovi una sintesi nell'articolo su formazione HACCP, consulenza e analisi di laboratorio e il servizio di consulenza HACCP.

Domande frequenti#

Un laboratorio con certificazione ISO 9001 è accreditato?#

No. La ISO 9001 certifica il sistema di gestione per la qualità di un'organizzazione, mentre l'accreditamento secondo la ISO/IEC 17025 attesta la competenza tecnica per prove specifiche. Per le analisi di autocontrollo delle imprese alimentari la legge richiede l'accreditamento ISO/IEC 17025 per le prove eseguite e l'iscrizione nell'elenco regionale, quindi la sola ISO 9001 non basta.

Le analisi di autocontrollo HACCP sono obbligatorie?#

Il Regolamento CE 852/2004 obbliga a predisporre procedure basate sui principi HACCP, che comprendono le verifiche. Non fissa un numero di analisi uguale per tutti: tipo e frequenza dipendono dall'analisi dei pericoli e, per alcuni prodotti, dai criteri del Regolamento CE 2073/2005. Quando l'impresa esegue queste analisi tramite un laboratorio esterno, il laboratorio deve essere accreditato e iscritto negli elenchi regionali.

Come capisco se una singola prova è accreditata?#

Si consulta l'elenco delle prove accreditate del laboratorio sulla banca dati Accredia, controllando matrice, parametro e metodo. Sul rapporto di prova le prove accreditate sono contrassegnate e quelle non accreditate devono essere identificate. Se il laboratorio ha un campo flessibile, si può chiedere direttamente l'elenco aggiornato delle prove gestite in quel regime.

Posso prelevare da solo i tamponi e spedirli al laboratorio?#

Sì, è una pratica diffusa, ma in quel caso l'accreditamento copre solo l'analisi e non il prelievo. Conviene seguire le istruzioni del laboratorio su materiali, conservazione e tempi di consegna, e registrare chi ha eseguito il campionamento, dove e quando. Un prelievo eseguito male può produrre un risultato inattendibile anche nel miglior laboratorio.


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