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Giulio Morelli

Antincendio in azienda: obblighi, corsi e prevenzione

In sintesi

Ogni datore di lavoro deve valutare il rischio di incendio, adottare le misure di prevenzione e protezione conseguenti e designare gli addetti antincendio, formandoli con i corsi previsti dal DM 02/09/2021.

di Giulio Morelli·6 min read·

Ogni datore di lavoro deve valutare il rischio di incendio, adottare le misure di prevenzione e protezione conseguenti e designare gli addetti antincendio, formandoli con i corsi previsti dal DM 02/09/2021. Non esiste azienda esente: cambia solo il livello degli adempimenti, dal piccolo ufficio all'attività soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco. Ecco come si compone, pezzo per pezzo, un sistema antincendio aziendale a norma.

Punti chiave#

  • La valutazione del rischio incendio è parte integrante del DVR e determina tutti gli adempimenti successivi.
  • Gli addetti antincendio sono designati dal datore di lavoro ai sensi dell'art. 18 del D.Lgs 81/08; il lavoratore designato non può rifiutare l'incarico se non per giustificato motivo.
  • Il DM 02/09/2021 ha sostituito la vecchia classificazione basso/medio/alto con i livelli 1, 2 e 3, con corsi rispettivamente di 4, 8 e 16 ore.
  • L'aggiornamento degli addetti è quinquennale.
  • Il piano di emergenza è obbligatorio nei luoghi di lavoro con almeno 10 lavoratori, in quelli aperti al pubblico con più di 50 presenze e nelle attività soggette ai controlli VVF.
  • Estintori, idranti e impianti richiedono sorveglianza, controlli e manutenzione periodici da parte di tecnici qualificati.

Dalla valutazione del rischio agli adempimenti#

Tutto parte dalla valutazione del rischio incendio: carichi d'incendio, sorgenti di innesco, materiali stoccati, affollamento, vie di esodo. Da qui discendono le misure — compartimentazioni, segnaletica, illuminazione di emergenza, presidi — e la classificazione dell'attività nel livello corretto ai fini della formazione degli addetti. La valutazione va integrata nel documento di valutazione dei rischi e aggiornata quando cambiano layout, lavorazioni o quantità di materiali combustibili.

Le attività più pericolose (depositi di infiammabili, autorimesse sopra soglia, strutture ricettive e sanitarie di una certa dimensione, e le altre elencate nel DPR 151/2011) sono inoltre soggette ai controlli di prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco, con presentazione della SCIA antincendio e, per i casi previsti, richiesta del Certificato di Prevenzione Incendi. Sul tema abbiamo una guida dedicata: antincendio e CPI.

Corsi antincendio: livelli 1, 2 e 3 del DM 02/09/2021#

Dal 2022 la formazione degli addetti segue il DM 02/09/2021 (decreto "GSA", gestione della sicurezza antincendio):

  • Livello 1 — attività a basso rischio: corso di 4 ore, teoria più esercitazione.
  • Livello 2 — la fascia più comune (uffici articolati, produzione, magazzini, negozi di dimensioni rilevanti): corso di 8 ore con prova pratica di spegnimento.
  • Livello 3 — attività complesse e ad alto rischio: corso di 16 ore; per le attività elencate dal decreto gli addetti devono inoltre conseguire l'attestato di idoneità tecnica presso i Vigili del Fuoco.

L'aggiornamento è quinquennale per tutti i livelli, con durate ridotte rispetto al corso base. Il numero di addetti da formare non è fissato per legge in valore assoluto: deve garantire la copertura di tutti i turni e di tutte le sedi, ferie e assenze comprese. Trovi il calendario dei corsi antincendio in aula e con prova pratica presso i centri convenzionati.

Piano di emergenza, prove di evacuazione e squadra antincendio#

Dove il piano di emergenza è obbligatorio, deve descrivere in modo operativo chi fa cosa: chi chiama i soccorsi, chi aziona i presidi, chi guida l'esodo, dove si trova il punto di raccolta. Le prove di evacuazione periodiche trasformano il documento in comportamenti reali — ed è qui che si vede la differenza tra un piano scritto per l'ispettore e uno scritto per i lavoratori.

La squadra antincendio funziona se è dimensionata sulla realtà aziendale: turni, reparti isolati, lavoratori con ridotta mobilità da assistere. Buona prassi è nominare gli addetti per iscritto, esporre l'organigramma delle emergenze e verificare a ogni cambio di organico che la copertura resti adeguata.

Impianti e presidi: la manutenzione che spesso manca#

Estintori, reti idranti, porte tagliafuoco, rivelazione e allarme, illuminazione di emergenza: ogni presidio richiede sorveglianza interna periodica e controlli da parte di tecnici manutentori qualificati, secondo le cadenze delle norme tecniche e del DM 01/09/2021. Il registro dei controlli, tenuto aggiornato, è tra i primi documenti richiesti in caso di ispezione o dopo un principio di incendio.

Errori ricorrenti: estintori scaduti di revisione, porte REI bloccate con cunei, uscite di emergenza usate come deposito, lampade di emergenza fuori uso. Tutti rilievi facilmente evitabili con un giro di controllo mensile documentato.

Domande frequenti#

Quanti addetti antincendio servono nella mia azienda? La norma non fissa un numero: la designazione deve garantire presenza di addetti formati in ogni turno e in ogni sede, tenendo conto di ferie e malattie. In pratica, anche una microimpresa ha bisogno di almeno due persone formate per coprire le assenze.

Il titolare può essere l'addetto antincendio di sé stesso? Nelle piccole imprese il datore di lavoro può svolgere direttamente gli incarichi di emergenza, previa formazione specifica, alle condizioni previste dall'art. 34 del D.Lgs 81/08. Resta l'esigenza di coprire i momenti in cui non è presente.

Che differenza c'è tra vecchio "rischio medio" e nuovo "livello 2"? La classificazione del DM 02/09/2021 ha sostituito quella del vecchio DM 10/03/1998: il livello 2 corrisponde in linea generale alla fascia intermedia. Gli attestati conseguiti con la vecchia disciplina restano validi, ma l'aggiornamento segue programmi e durate del nuovo decreto.

Ogni quanto va aggiornata la formazione antincendio? Ogni cinque anni, per tutti i livelli. Conviene tracciare la scadenza per singolo addetto, perché le date raramente coincidono.

Il piano di emergenza serve anche sotto i 10 lavoratori? Il documento formale è obbligatorio dai 10 lavoratori in su (oltre ai casi di apertura al pubblico e attività soggette a controllo VVF), ma anche le realtà più piccole devono adottare misure organizzative di emergenza ed esporre le istruzioni essenziali.

Nota dell'esperto — Giulio Morelli. Dopo anni di sopralluoghi, il mio test preferito resta il più semplice: chiedo a un lavoratore a caso dove si trova l'estintore più vicino e chi è l'addetto del suo turno. Se la risposta è un'esitazione, il problema non è la documentazione ma l'organizzazione — ed è da lì che si comincia.

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