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Giulio Morelli

Vetrate di sicurezza sul lavoro: obblighi e verifiche

In sintesi

Nei luoghi di lavoro le pareti trasparenti vicine a postazioni o passaggi devono essere segnalate e realizzate in **materiale di sicurezza almeno fino a 1 metro dal pavimento**, oppure separate in modo che nessuno possa urtarle. Lo prevede l'Allegato IV del D.Lgs. 81/08.

di Giulio Morelli·10 min read·

Nei luoghi di lavoro le pareti trasparenti vicine a postazioni o passaggi devono essere segnalate e realizzate in materiale di sicurezza almeno fino a 1 metro dal pavimento, oppure separate in modo che nessuno possa urtarle. Lo prevede l'Allegato IV del D.Lgs. 81/08. Le porte trasparenti richiedono un segno all'altezza degli occhi e, se il vetro non è di sicurezza, una protezione contro lo sfondamento.

Per capire che cosa significhi "materiale di sicurezza" in pratica, la legge rinvia di fatto alle norme tecniche, in particolare alla UNI 7697, che indica quale tipo di vetro usare in base all'applicazione. Qui trovi i requisiti di legge, il modo di leggere la norma tecnica e una procedura per verificare le vetrate già installate.

Cosa dice l'Allegato IV del D.Lgs. 81/08#

L'art. 63 del D.Lgs. 81/2008 richiede che i luoghi di lavoro rispettino i requisiti dell'Allegato IV, e l'art. 64 obbliga il datore di lavoro a garantirli e a mantenerli nel tempo. Per le superfici vetrate i punti rilevanti sono quattro.

Il punto 1.3.6 riguarda le pareti: "Le pareti trasparenti o traslucide, in particolare le pareti completamente vetrate", se si trovano nei locali o in prossimità di posti di lavoro e vie di circolazione, devono essere chiaramente segnalate e costituite da materiali di sicurezza fino all'altezza di 1 metro dal pavimento. In alternativa vanno separate dai posti di lavoro e dalle vie di circolazione, così che i lavoratori non possano entrarvi in contatto né ferirsi in caso di rottura. L'altezza del materiale di sicurezza va aumentata quando il rischio di ferimento lo richiede.

Per le porte valgono i punti 1.6.9, 1.6.10 e 1.6.11:

  • le porte e i portoni apribili nei due versi devono essere trasparenti o avere pannelli trasparenti;
  • "Sulle porte trasparenti deve essere apposto un segno indicativo all'altezza degli occhi";
  • se le superfici trasparenti di porte e portoni non sono in materiale di sicurezza e la loro rottura può ferire, devono essere protette contro lo sfondamento.

Altri punti toccano le vetrate in modo indiretto: il 1.3.7 e il 1.3.8 su apertura e pulizia sicura di finestre e lucernari, il 1.9.2.4 sul soleggiamento eccessivo, il 1.10.4 sulla pulizia delle superfici vetrate illuminanti. Un quadro più generale sui requisiti degli ambienti è nell'articolo sulla normativa di sicurezza dei luoghi di lavoro.

Che cos'è un "materiale di sicurezza" per il vetro#

L'Allegato IV non definisce il materiale di sicurezza. Nella pratica tecnica si intendono i vetri che, in caso di urto, non si rompono oppure si rompono senza produrre frammenti taglienti pericolosi. Le due famiglie principali sono queste.

  • Il vetro temprato (o temperato) di sicurezza è trattato termicamente: è più resistente del vetro comune e, se si rompe, si frantuma in piccoli granuli poco taglienti. Dopo la rottura, però, la lastra non resta in sede.
  • Il vetro stratificato di sicurezza è composto da due o più lastre unite da un intercalare plastico. Se si rompe, i frammenti restano incollati e la lastra conserva una capacità residua di trattenere persone e oggetti.

Il vetro float comune e le vetrate datate con lastra singola sottile non sono materiali di sicurezza; il vetro retinato tradizionale, di norma, non lo è. Il comportamento all'urto si misura con la prova del pendolo della norma UNI EN 12600, che classifica il vetro in base all'altezza di caduta del pendolo che riesce a sopportare e al modo in cui si rompe. La classe 1 corrisponde alle prestazioni più alte, la classe 3 alle più basse.

UNI 7697: quale vetro per quale applicazione#

La UNI 7697, nella versione del 2021, stabilisce i criteri di scelta del vetro in funzione dell'uso previsto, per garantire un livello minimo di sicurezza. Classifica le vetrate come interne o esterne, verticali, inclinate o orizzontali, accessibili o non accessibili, e associa a ogni applicazione il tipo di vetro e la classe prestazionale minima. Contiene due prospetti: uno valido per tutti gli edifici e uno per gli edifici di particolare interesse, come scuole, ospedali e banche.

Alcuni principi della norma sono utili anche a chi non è progettista:

  • il vetro temprato è adatto a resistere agli urti ma non è idoneo come vetro anticaduta: dove serve trattenere una persona, ad esempio su un dislivello, occorre lo stratificato;
  • le vetrate inclinate con il bordo inferiore a più di 4 metri dal piano sottostante devono avere la lastra inferiore stratificata, per evitare la caduta di frammenti;
  • nelle vetrate isolanti con una sola lastra di sicurezza, questa va posta dal lato da cui è atteso l'urto;
  • le superfici trasparenti nelle zone di passaggio vanno segnalate in modo evidente, sia in cantiere sia durante l'uso.

La norma non sostituisce l'Allegato IV ma lo rende applicabile. Se un ispettore o un consulente deve stabilire se una parete vetrata è "in materiale di sicurezza", il riferimento tecnico sarà la UNI 7697 insieme alla classificazione UNI EN 12600 del vetro installato.

Confronto rapido tra i tipi di vetro#

Tipo di vetroComportamento alla rotturaÈ materiale di sicurezza?Uso tipico in azienda
Float comune (monolitico)Schegge grandi e taglientiNoSolo dove non è possibile l'urto, oltre 1 m o con protezione
Retinato tradizionaleSi rompe in schegge trattenute in parte dalla reteIn generale noVetrate datate, da valutare caso per caso
Temprato di sicurezzaPiccoli granuli poco taglienti, la lastra cadeSì, con classe dichiarataPorte interne, pareti divisorie dove non c'è rischio di caduta nel vuoto
Stratificato di sicurezzaI frammenti restano sull'intercalare, la lastra resta in sedeSì, con classe dichiarataParapetti, vetrate verso il vuoto, coperture, vetrine su strada
Vetro con pellicola di sicurezza applicataTrattiene i frammenti se la pellicola è certificata e posata a regola d'arteSoluzione di adeguamento, da documentareRetrofit di vetrate esistenti

L'ultima riga merita attenzione: le pellicole antisfondamento sono una soluzione diffusa per adeguare vetrate esistenti senza sostituirle. Funzionano se il prodotto ha una classificazione dichiarata secondo la UNI EN 12600 per l'applicazione su quel tipo e spessore di vetro, e se la posa è documentata. Una pellicola generica antisolare non è una pellicola di sicurezza.

Marcatura e documenti da conservare#

Il vetro per l'edilizia è un prodotto da costruzione: le lastre di sicurezza sono immesse sul mercato con marcatura CE e dichiarazione di prestazione ai sensi del Regolamento UE 305/2011. Per il datore di lavoro questo significa che la prova della conformità non è un'impressione visiva ma un documento.

Il vetro temprato di sicurezza riporta di solito un marchio permanente in un angolo, con il riferimento alla norma di prodotto e al produttore. Lo stratificato spesso non è marcato sulla lastra, per cui serve la documentazione del fornitore o dell'installatore. Conviene raccogliere in un fascicolo:

  1. la dichiarazione di prestazione o la scheda del vetro, con tipo e classe UNI EN 12600;
  2. la dichiarazione di corretta posa dell'installatore, con riferimento alla UNI 7697;
  3. per le pellicole, la scheda tecnica con la classificazione e il rapporto di posa;
  4. fotografie della segnalazione applicata a porte e pareti.

Questo fascicolo è ciò che permette di dimostrare, in caso di controllo o di infortunio, che il requisito dell'Allegato IV è rispettato.

Come verificare le vetrate esistenti: procedura in sei passi#

La verifica delle vetrate rientra nella valutazione dei rischi del luogo di lavoro. Una procedura pratica può essere questa.

  1. Censire tutte le superfici vetrate: pareti divisorie, porte, vetrine, sopraluce, parapetti, lucernari, box uffici in produzione.
  2. Per ciascuna, individuare se si trova vicino a posti di lavoro o vie di circolazione, compresi i percorsi con carrelli e transpallet.
  3. Verificare il tipo di vetro fino a 1 metro dal pavimento, cercando marcature o documentazione; se mancano, annotarlo come "non documentato".
  4. Valutare se il rischio richiede un'altezza maggiore, ad esempio in zone di movimentazione merci, palestre aziendali, aree con affollamento o vetrate verso un dislivello.
  5. Controllare la segnalazione: bande o vetrofanie ben visibili sulle pareti e un segno all'altezza degli occhi sulle porte trasparenti.
  6. Definire le misure per le vetrate non conformi: sostituzione, pellicola certificata, barriere di separazione, e registrarle nel programma di miglioramento con tempi e responsabili.

Esempio: un magazzino con un ufficio interno a pareti vetrate affacciato sulla corsia dei carrelli. Il vetro è float da 4 mm senza documentazione. Le opzioni sono la sostituzione della fascia bassa con stratificato, l'applicazione di una pellicola classificata insieme a una barriera paracolpi sul lato corsia, oppure la sola barriera se impedisce davvero il contatto. La scelta va motivata nel documento di valutazione dei rischi.

Errori frequenti emersi nei controlli#

L'errore più comune è considerare "di sicurezza" qualunque vetro spesso: lo spessore da solo non dice nulla sul comportamento alla rottura. Il secondo è applicare vetrofanie decorative troppo piccole o trasparenti, che non segnalano davvero l'ostacolo. Il terzo riguarda le ristrutturazioni: nuove pareti divisorie vengono montate da fornitori di arredo senza che nessuno chieda la classe del vetro.

C'è poi la manutenzione. Una lastra di sicurezza scheggiata o una pellicola che si stacca non garantiscono più la prestazione dichiarata. L'art. 64 chiede di mantenere i requisiti nel tempo, quindi il controllo delle vetrate va inserito nelle verifiche periodiche degli ambienti.

Sanzioni#

La violazione dell'art. 64, comma 1, è punita dall'art. 68, comma 1, lettera b), con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda, con importi aggiornati periodicamente. Il comma 2 dello stesso articolo precisa che più violazioni riferite a una stessa categoria di requisiti dell'Allegato IV, ad esempio il punto 1.3, sono considerate un'unica violazione.

La conseguenza più seria, però, è un'altra: se un lavoratore si ferisce urtando una vetrata non conforme, la mancanza del requisito diventa il fondamento della responsabilità penale per lesioni colpose. La giurisprudenza di Cassazione ha esaminato più volte infortuni causati da vetrate non segnalate o non di sicurezza.

Se vuoi far verificare gli ambienti della tua azienda, il servizio di consulenza sulla sicurezza sul lavoro comprende il sopralluogo e l'aggiornamento della valutazione. Per gli uffici trovi indicazioni specifiche nella pagina dedicata al settore uffici, mentre gli aspetti di comfort e illuminazione delle vetrate sono trattati in superfici vetrate nei luoghi di lavoro.

Domande frequenti#

Tutte le vetrate di un'azienda devono essere di sicurezza?#

No. L'Allegato IV impone il materiale di sicurezza fino a 1 metro per le pareti trasparenti vicine a posti di lavoro o vie di circolazione, e la protezione contro lo sfondamento per le porte trasparenti non di sicurezza. Una finestra alta, non raggiungibile e non affacciata su un passaggio può restare in vetro comune. La valutazione dei rischi deve però motivare la scelta caso per caso.

Una pellicola adesiva rende il vetro conforme?#

Può farlo, se la pellicola è classificata come di sicurezza secondo la UNI EN 12600 per quel tipo e spessore di vetro e viene posata secondo le istruzioni del produttore. Va conservata la documentazione tecnica e il rapporto di posa. Le pellicole solo antisolari o decorative non hanno questa funzione e non risolvono la non conformità.

Come si segnala una parete vetrata?#

L'Allegato IV chiede una segnalazione chiara, senza fissare forma o colore. Nella pratica si usano bande o vetrofanie contrastanti, continue o ravvicinate, posizionate in modo da essere viste da chi cammina, e per le porte un segno all'altezza degli occhi. L'importante è che siano visibili con l'illuminazione reale del locale e da entrambi i lati.

Chi deve verificare che il vetro sia a norma?#

L'obbligo di garantire i requisiti è del datore di lavoro, che si avvale dell'RSPP per la valutazione. Il progettista e l'installatore rispondono della scelta e della posa del vetro secondo la UNI 7697. Per questo conviene chiedere sempre al fornitore la classe del vetro e una dichiarazione di posa, così da inserire la documentazione nel fascicolo dell'edificio.


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