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Giulio Morelli

Aggiornamento lavori in quota e DPI 3ª categoria: guida

In sintesi

Chi opera oltre i due metri di altezza rispetto a un piano stabile svolge un lavoro in quota ai sensi dell'art. 107 del D.Lgs 81/08 e, se utilizza imbracature e sistemi anticaduta, indossa DPI di terza categoria: per questi dispositivi l'art.

di Giulio Morelli·6 min read·

Chi opera oltre i due metri di altezza rispetto a un piano stabile svolge un lavoro in quota ai sensi dell'art. 107 del D.Lgs 81/08 e, se utilizza imbracature e sistemi anticaduta, indossa DPI di terza categoria: per questi dispositivi l'art. 77 dello stesso decreto rende obbligatorio uno specifico addestramento pratico, oltre alla formazione. L'aggiornamento periodico serve a mantenere efficaci proprio le manovre che in emergenza non ammettono esitazioni.

Punti chiave#

  • I DPI anticaduta appartengono alla terza categoria: formazione e addestramento pratico sono obbligatori per legge (art. 77 D.Lgs 81/08)
  • La caduta dall'alto resta tra le prime cause di infortunio mortale nei cantieri: la competenza pratica va mantenuta nel tempo
  • La prassi consolidata prevede un aggiornamento con cadenza quinquennale, in analogia con le altre figure della sicurezza
  • Il modulo di aggiornamento tipico ripassa normativa e novità tecniche e ripete le prove pratiche di vestizione, ancoraggio e sospensione
  • Dal 2021 gli addestramenti vanno tracciati in un apposito registro, anche informatizzato

Perché l'aggiornamento non è una formalità#

Un'imbracatura indossata male, un cordino agganciato a un ancoraggio improvvisato, un dispositivo retrattile usato oltre i limiti dichiarati dal fabbricante: gli infortuni gravi in quota nascono quasi sempre da gesti sbagliati che la persona ripete da anni senza che nessuno li corregga. L'aggiornamento serve esattamente a questo: rimettere le mani sui dispositivi davanti a un istruttore, scoprire i vizi acquisiti e conoscere le novità tecniche — dissipatori, linee vita temporanee, sistemi di recupero — entrate nel frattempo in azienda.

C'è poi il tema della sindrome da sospensione inerte: un lavoratore che rimane appeso all'imbracatura dopo una caduta deve essere recuperato in tempi brevi. Le procedure di recupero si dimenticano in fretta se non vengono riprovate, ed è uno dei motivi per cui il ripasso pratico periodico ha un valore che nessuna dispensa può sostituire.

Cosa dice la norma su formazione e periodicità#

Il D.Lgs 81/08 richiede formazione adeguata e specifica per i lavori in quota e, per i DPI di terza categoria, un addestramento obbligatorio (art. 77, comma 5). Per l'accesso e il posizionamento mediante funi l'art. 116 prevede un percorso dedicato con aggiornamento periodico. Per il corso "lavori in quota e DPI di terza categoria" la periodicità di aggiornamento non è fissata da un accordo nazionale con un numero secco: la prassi degli organismi formativi e le indicazioni degli organi di vigilanza convergono sulla cadenza quinquennale, coerente con quella prevista per lavoratori, preposti e addetti alle emergenze.

Un punto fermo introdotto dalla riforma del 2021 dell'art. 37: l'addestramento consiste in prove pratiche e deve essere tracciato in un registro, anche informatizzato. In sede ispettiva la mancanza di evidenza documentale dell'addestramento pesa quanto la sua assenza. Conviene quindi che il documento di valutazione dei rischi identifichi con precisione chi opera in quota e che lo scadenzario formativo aziendale ne derivi di conseguenza.

Come si svolge un modulo di aggiornamento efficace#

La maggior parte degli enti propone un modulo di mezza giornata con una parte teorica di richiamo — evoluzione normativa, gerarchia delle misure di protezione, lettura delle istruzioni del fabbricante, ispezione pre-uso dei DPI — e una parte pratica preponderante. In concreto: vestizione corretta dell'imbracatura con controllo incrociato, scelta e realizzazione degli ancoraggi, uso di cordini con assorbitore e di dispositivi retrattili, posizionamento sul lavoro e simulazione di recupero.

La teoria può essere erogata anche a distanza tramite piattaforma e-learning, mentre la prova pratica richiede la presenza fisica su strutture idonee: torri di addestramento, coperture simulate, linee vita didattiche. Diffida degli aggiornamenti "100% online" per questa materia: senza prova pratica l'addestramento richiesto dall'art. 77 semplicemente non c'è.

Errori ricorrenti nella gestione aziendale#

Il primo errore è considerare formato "per sempre" chi ha frequentato il corso base anni fa: i dispositivi cambiano, le procedure pure, e la memoria pratica decade. Il secondo è aggiornare le persone ma non i DPI: dispositivi scaduti, privi di ispezione periodica o non registrati vanificano la formazione migliore. Il terzo è dimenticare i lavoratori occasionali della quota — il manutentore che sale sul tetto due volte l'anno è spesso il più esposto, perché ha meno automatismi di chi ci lavora ogni giorno.

Ultimo errore, frequente nelle PMI: nessuna procedura per il recupero del lavoratore sospeso. Il piano va scritto, provato e coordinato con la squadra di emergenza formata nei corsi aziendali obbligatori, non improvvisato al momento.

Domande frequenti#

Ogni quanto va aggiornato il corso lavori in quota e DPI di terza categoria?#

La norma nazionale non fissa una cadenza univoca per questo corso, ma la prassi consolidata degli enti formativi e degli organi di vigilanza è l'aggiornamento quinquennale, in analogia con le altre figure della sicurezza. Il datore di lavoro può prevedere una frequenza maggiore se la valutazione dei rischi o il cambio di attrezzature lo giustifica.

L'aggiornamento può essere svolto interamente online?#

No. La parte teorica può essere fruita in e-learning o videoconferenza, ma l'addestramento all'uso dei DPI di terza categoria richiesto dall'art. 77 del D.Lgs 81/08 è per sua natura pratico e va svolto in presenza, con prove documentate su strutture idonee e registrazione nell'apposito registro degli addestramenti.

Chi paga il corso e le ore di formazione?#

Il datore di lavoro. La formazione e l'addestramento in materia di sicurezza avvengono a carico dell'azienda e in orario di lavoro: nessun costo può essere trasferito al lavoratore, né sotto forma di quota di iscrizione né come ore non retribuite.

Cosa rischia l'azienda se manda in quota personale non aggiornato?#

In caso di controllo, la formazione carente comporta sanzioni a carico del datore di lavoro e, in caso di infortunio, aggrava in modo significativo la posizione penale. L'assenza di evidenze dell'addestramento pratico è tra le contestazioni più frequenti dopo una caduta dall'alto.

Nota dell'esperto — Giulio Morelli. Nei sopralluoghi mi capita di chiedere a un operatore di indossare l'imbracatura davanti a me: se il cosciale resta lento o viene usato il punto di aggancio sbagliato, so già che l'aggiornamento è solo un attestato in un cassetto. La prova pratica periodica è ciò che separa la formazione reale da quella di carta.

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