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Processo Eternit: dalla prescrizione 2014 all'Eternit bis
I processi Eternit riguardano le morti per amianto legate agli stabilimenti italiani della multinazionale, soprattutto a Casale Monferrato. Il primo processo si è chiuso nel 2014 con la prescrizione del disastro ambientale.
I processi Eternit riguardano le morti per amianto legate agli stabilimenti italiani della multinazionale, soprattutto a Casale Monferrato. Il primo processo si è chiuso nel 2014 con la prescrizione del disastro ambientale. L'Eternit bis, per omicidio, ha portato a condanne in primo e secondo grado, ma nel febbraio 2026 la Cassazione ha annullato l'appello per un vizio di traduzione: il caso è ancora aperto.
Questo articolo nasce nel 2010 come cronaca di un'udienza a Torino, in cui i familiari delle vittime della ThyssenKrupp avevano raggiunto quelli delle vittime dell'amianto. Oggi lo aggiorniamo come guida alle tappe giudiziarie e a ciò che hanno cambiato nel diritto e nella prevenzione.
Perché Casale Monferrato#
Eternit produceva lastre, tubi e manufatti in cemento-amianto. In Italia gli stabilimenti principali erano a Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia). L'attività italiana della società si è chiusa nel 1986, sei anni prima che la legge 257/1992 vietasse l'amianto.
A Casale l'esposizione non ha riguardato solo gli operai. Le fibre si disperdevano nell'aria durante la lavorazione, il trasporto e lo stoccaggio, e il polverino di scarto veniva usato anche fuori dalla fabbrica. Il mesotelioma, il tumore tipico dell'amianto, ha una latenza di decenni: per questo i casi tra i residenti hanno continuato a manifestarsi molto dopo la chiusura.
Eternit 1: dalle condanne alla prescrizione#
Il primo processo è iniziato a Torino il 6 aprile 2009 su indagine della Procura guidata per questa parte da Raffaele Guariniello. Imputati erano l'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis de Cartier, accusati di disastro ambientale doloso e di omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. Le domande di risarcimento furono quasi tremila.
Le tappe principali:
| Data | Organo | Esito |
|---|---|---|
| 13 febbraio 2012 | Tribunale di Torino | 16 anni a entrambi gli imputati |
| giugno 2013 | Corte d'Appello di Torino | 18 anni a Schmidheiny; de Cartier era morto nel frattempo |
| 19 novembre 2014 | Corte di Cassazione | Condanna annullata: reato prescritto |
La Cassazione non ha negato il disastro. Ha stabilito che il reato si era consumato con la chiusura degli stabilimenti nel 1986 e che le morti successive erano conseguenze, non elementi costitutivi del reato. Da quel momento decorreva la prescrizione, ormai maturata. Con la sentenza caddero anche i risarcimenti già riconosciuti a enti, associazioni e famiglie.
Il nodo del ne bis in idem#
Dopo il 2014 la Procura di Torino ha avviato un nuovo procedimento, l'Eternit bis, contestando l'omicidio delle singole persone morte. La difesa ha sostenuto che Schmidheiny non potesse essere giudicato due volte per gli stessi fatti.
Il GUP di Torino ha sollevato la questione davanti alla Corte costituzionale. Con la sentenza n. 200 del 2016 la Corte ha dichiarato illegittimo l'art. 649 del codice di procedura penale nella parte in cui escludeva che il fatto fosse lo stesso solo perché esisteva un concorso formale di reati. Il "fatto" va valutato nella sua dimensione storica: condotta, nesso causale ed evento. La Corte ha anche chiarito che una morte non considerata nel processo precedente è un evento nuovo, quindi un fatto diverso. Questo ha permesso all'Eternit bis di proseguire.
Eternit bis: un processo diviso in quattro#
Il GUP di Torino ha riqualificato l'accusa da omicidio volontario a omicidio colposo e ha diviso il procedimento in base alla sede degli stabilimenti. Ogni filone ha avuto una storia propria.
| Filone | Sede giudiziaria | Situazione nota |
|---|---|---|
| Casale Monferrato | Vercelli, processo a Novara | Condanna in primo e secondo grado; appello annullato dalla Cassazione nel 2026 |
| Cavagnolo | Torino | Più passaggi in Cassazione con rinvio; vicenda non ancora definita secondo le cronache del 2025 |
| Bagnoli | Napoli | Condanna a tre anni e sei mesi, confermata in appello |
| Rubiera | Reggio Emilia | Archiviazione nel 2021 |
Il filone di Casale: Novara e Torino#
A Novara la Procura ha riportato l'accusa all'omicidio volontario con dolo eventuale per 392 morti, chiedendo l'ergastolo. Il 7 giugno 2023 la Corte d'Assise di Novara ha condannato Schmidheiny a 12 anni per omicidio colposo aggravato, riconoscendo la responsabilità per una parte delle morti contestate.
Il 17 aprile 2025 la Corte d'Assise d'Appello di Torino ha ridotto la pena a 9 anni e 6 mesi, sempre per omicidio colposo, per circa novanta decessi; per gli altri casi sono intervenute assoluzioni o prescrizione.
L'annullamento del febbraio 2026#
Nel febbraio 2026 la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza d'appello. Il motivo è procedurale: la sentenza non era stata tradotta in tedesco, lingua compresa dall'imputato, e questo viola il diritto di difesa. La Corte non si è pronunciata sulla responsabilità per le morti.
La sentenza dovrà essere tradotta e notificata, poi le parti potranno ricorrere di nuovo in Cassazione sul merito. Le associazioni delle vittime hanno espresso il timore che il tempo aggiuntivo porti altri casi verso la prescrizione. A ottobre 2026 non risulta una sentenza definitiva sul filone di Casale.
Il collegamento con la ThyssenKrupp#
Nel novembre 2010 i familiari dei sette operai morti nel rogo della ThyssenKrupp di Torino parteciparono a un'udienza del processo Eternit insieme ai familiari delle vittime dell'amianto. I due casi sono diversi: un incendio con morti immediate da una parte, un'esposizione protratta con malattie a lunga latenza dall'altra.
Hanno però in comune il tentativo di spostare la responsabilità penale dai livelli operativi ai vertici aziendali e il confronto, in entrambi i processi, tra colpa cosciente e dolo eventuale. Nella vicenda ThyssenKrupp la Cassazione a Sezioni Unite ha escluso il dolo eventuale; la ricostruzione completa è nell'articolo sul processo ThyssenKrupp.
Cosa hanno cambiato i processi Eternit#
Gli effetti si vedono su tre piani.
- Diritto penale ambientale: la prescrizione del 2014 ha accelerato l'approvazione della legge 22 maggio 2015, n. 68, che ha introdotto nel codice penale i delitti ambientali, tra cui il disastro ambientale (art. 452-quater), con termini di prescrizione raddoppiati.
- Ne bis in idem: la sentenza costituzionale n. 200/2016 ha fissato un criterio che vale per tutti i processi, non solo per l'amianto: conta il fatto storico, non la qualificazione giuridica.
- Prevenzione: i processi hanno reso evidente che l'esposizione ad amianto produce effetti a distanza di decenni. Questo spiega perché la normativa oggi chiede registri degli esposti, sorveglianza sanitaria anche per esposizioni deboli e conservazione dei documenti per quarant'anni.
Su quest'ultimo punto il quadro è cambiato di nuovo con il D.Lgs. 213/2025, che dal 24 gennaio 2026 ha abbassato il valore limite a 0,01 fibre per cm³. Obblighi, notifica e piano di lavoro sono spiegati nella guida sulla normativa amianto.
Cosa significa per un'azienda oggi#
Esempio: un'impresa che ha in uso un capannone degli anni Settanta con copertura in cemento-amianto non risponde di fatti avvenuti decenni fa, ma risponde di come gestisce oggi quel materiale. Il censimento, la valutazione dello stato di conservazione e l'inserimento del rischio nel documento di valutazione dei rischi sono il primo argine.
Se sono previsti lavori sulla copertura, servono l'identificazione preventiva, un'impresa iscritta all'Albo gestori ambientali e la sorveglianza sanitaria per chi è esposto. Per un'analisi del caso concreto si può chiedere una consulenza sicurezza sul lavoro. La storia dei movimenti delle vittime è raccontata anche nell'articolo sulla Giornata mondiale delle vittime dell'amianto.
Domande frequenti#
Perché il primo processo Eternit è finito con la prescrizione?#
La Cassazione, il 19 novembre 2014, ha ritenuto che il disastro ambientale si fosse consumato con la chiusura degli stabilimenti nel 1986. Le morti successive sono state considerate conseguenze del reato, non parte di esso. Da quella data decorreva la prescrizione, che al momento della decisione era già maturata.
Che cos'è l'Eternit bis?#
È il secondo procedimento contro Stephan Schmidheiny, avviato dopo la prescrizione del disastro. Riguarda l'omicidio delle singole persone morte per malattie da amianto. È stato diviso in quattro filoni, uno per ogni stabilimento: Casale Monferrato, Cavagnolo, Bagnoli e Rubiera, con esiti diversi.
Perché la Cassazione ha annullato la condanna d'appello nel 2026?#
Per un vizio procedurale: la sentenza d'appello non era stata tradotta in tedesco, lingua compresa dall'imputato. La Corte ha ritenuto violato il diritto di difesa e ha annullato con rinvio a Torino. Non si è espressa sul merito, cioè sulla responsabilità per le morti, che resta da decidere.
Che rapporto c'è tra il caso Eternit e la legge sugli ecoreati?#
La prescrizione del 2014 ha mostrato i limiti del vecchio reato di disastro innominato. La legge 68/2015 ha introdotto nel codice penale il disastro ambientale e altri delitti contro l'ambiente, con termini di prescrizione raddoppiati, per evitare che casi simili si chiudano senza una decisione sul merito.
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