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Giulio Morelli

Formazione specifica rischio basso: cosa prevede

In sintesi

La formazione specifica per rischio basso dura 4 ore e si somma alle 4 ore di formazione generale: in totale 8 ore per ogni lavoratore di aziende classificate a rischio basso, come previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 in attuazione dell'art. 37 del D.Lgs 81/08.

di Giulio Morelli·5 min read·

La formazione specifica per rischio basso dura 4 ore e si somma alle 4 ore di formazione generale: in totale 8 ore per ogni lavoratore di aziende classificate a rischio basso, come previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 in attuazione dell'art. 37 del D.Lgs 81/08. Riguarda tipicamente uffici, negozi, studi professionali e servizi: settori dove i pericoli esistono ma hanno gravità contenuta.

Punti chiave#

  • Struttura del corso: 4 ore di formazione generale (uguale per tutti i livelli di rischio) + 4 ore di parte specifica per il rischio basso.
  • La classificazione parte dal codice ATECO dell'azienda, ma per la parte specifica conta la mansione effettivamente svolta dal lavoratore.
  • La parte specifica a rischio basso è erogabile anche in e-learning, secondo i criteri fissati dagli Accordi Stato-Regioni.
  • Aggiornamento obbligatorio: 6 ore ogni 5 anni.
  • La formazione va erogata all'assunzione (o comunque completata entro i termini previsti), a spese dell'azienda e in orario di lavoro.

Chi rientra davvero nel rischio basso#

L'errore più comune è dare per scontato che "ufficio = rischio basso". La classificazione di partenza usa il codice ATECO: commercio, attività immobiliari, servizi alle imprese, alberghi e ristoranti rientrano in genere nella fascia bassa. Ma l'Accordo è chiaro su un punto: la formazione specifica segue i rischi effettivi della mansione.

Due esempi pratici. Un impiegato amministrativo assunto da un'impresa edile (ATECO a rischio alto) che lavora esclusivamente in ufficio può ricevere la formazione specifica a rischio basso, se il DVR lo giustifica. Al contrario, il magazziniere di un'azienda commerciale "a rischio basso" che usa il muletto tutti i giorni non è coperto da 4 ore pensate per il lavoro alla scrivania. La bussola è sempre la valutazione dei rischi: mansione, attrezzature e agenti presenti decidono il percorso, non l'etichetta aziendale.

Cosa si studia nelle 4 ore specifiche#

I contenuti vengono calibrati sui rischi tipici degli ambienti a bassa pericolosità:

  • videoterminali, postura e organizzazione della postazione di lavoro;
  • rischio elettrico di base e uso corretto di attrezzature d'ufficio;
  • microclima, illuminazione e ambienti di lavoro;
  • stress lavoro-correlato e fattori organizzativi;
  • movimentazione occasionale di carichi leggeri;
  • gestione delle emergenze: comportamento in caso di incendio ed evacuazione;
  • segnaletica di sicurezza e procedure aziendali.

La formazione generale che la precede copre invece i concetti comuni: rischio, danno, prevenzione, organizzazione della sicurezza aziendale, diritti, doveri e sanzioni.

Un corso ben progettato non tratta questi argomenti in astratto: usa le planimetrie, le procedure e i casi reali dell'azienda. Il lavoratore che riconosce nella slide il proprio corridoio, il proprio quadro elettrico e il proprio punto di raccolta ricorda ciò che ha imparato; quello che vede fotografie generiche dimentica tutto entro una settimana.

E-learning: quando è una scelta corretta#

Per il rischio basso la normativa ammette l'erogazione della parte specifica anche in modalità e-learning, oltre alla parte generale: è l'unico livello di rischio per cui l'intero percorso può svolgersi online, purché la piattaforma rispetti i requisiti degli Accordi (tracciamento dell'attività, tutoraggio, verifiche di apprendimento, attestazione finale). Per aziende con sedi sparse o assunzioni frequenti è la soluzione più efficiente: la nostra piattaforma e-learning è progettata proprio su questi requisiti.

Il limite da rispettare è sostanziale, non solo formale: se durante il quinquennio il lavoratore cambia mansione verso rischi maggiori, la formazione va integrata in presenza secondo il livello effettivo, senza aspettare la scadenza dell'aggiornamento.

Domande frequenti#

Quanto tempo ho per formare un neoassunto?#

La formazione deve avvenire in occasione dell'assunzione; se non è possibile completarla prima dell'adibizione al lavoro, va conclusa entro 60 giorni. Nel frattempo il lavoratore non dovrebbe operare senza un'informazione minima sui rischi e senza affiancamento.

L'attestato di rischio basso vale se cambio lavoro?#

La formazione generale (4 ore) costituisce credito formativo permanente e non va ripetuta. La parte specifica va invece verificata rispetto alla nuova mansione: se il nuovo impiego è anch'esso a rischio basso e i rischi sono analoghi, il credito è in genere riconoscibile; se il rischio sale, serve l'integrazione (ulteriori 4 ore per il medio, 8 per l'alto).

Cosa rischia il datore di lavoro che non forma i lavoratori?#

La violazione degli obblighi formativi dell'art. 37 è sanzionata penalmente con l'arresto o l'ammenda a carico di datore di lavoro e dirigenti. In caso di infortunio, la formazione mancante diventa inoltre uno degli elementi più pesanti nella ricostruzione delle responsabilità.

L'aggiornamento di 6 ore può essere online?#

Sì, l'aggiornamento quinquennale è pacificamente erogabile in e-learning per tutti i livelli di rischio. L'importante è non ridurlo a una formalità: l'Accordo chiede contenuti su evoluzioni normative, nuovi rischi e aspetti applicativi, non la ripetizione del corso base.

Nota dell'esperto — Giulio Morelli. Nei controlli che seguo, il rischio basso è paradossalmente quello con più irregolarità: proprio perché "tanto è un ufficio", la formazione viene rimandata per mesi. Il mio suggerimento operativo è agganciare il corso alla procedura di assunzione — stesso giorno della consegna dei DPI e del badge — così la scadenza dei 60 giorni non entra nemmeno in gioco.

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