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Giulio Morelli

Registro pulizie HACCP: piano di sanificazione e schede

di Giulio Morelli ·

Il registro pulizie HACCP è la scheda su cui l'impresa alimentare annota quando, dove, con quale prodotto e da chi sono state eseguite le operazioni di pulizia e sanificazione. Funziona solo se è collegato a un piano di pulizia scritto, che stabilisce cosa pulire, con quale metodo e con quale frequenza.

Cosa chiede il Reg. CE 852/2004 sulla pulizia#

L'Allegato II del Reg. CE 852/2004 contiene i requisiti di igiene per tutte le imprese alimentari dopo la produzione primaria. Sulla pulizia i punti di riferimento sono questi:

  • capitolo I: i locali devono essere tenuti puliti e in buono stato, e i prodotti per la pulizia e la disinfezione non vanno conservati nelle aree in cui si trattano alimenti;
  • capitolo II: pavimenti, pareti e superfici a contatto con gli alimenti devono essere facili da pulire e, se necessario, da disinfettare, con strutture adeguate per lavare gli utensili;
  • capitolo V: le attrezzature a contatto con gli alimenti devono essere pulite e, se necessario, disinfettate con una frequenza sufficiente a evitare contaminazioni.

Il regolamento non impone un modulo specifico. Chiede però, all'art. 5, registrazioni adeguate alla natura e alle dimensioni dell'impresa, e in ispezione il registro delle pulizie è il modo più semplice per dimostrare che il piano viene applicato.

Il piano di pulizia e sanificazione#

Prima del registro viene il piano, che di solito è una sezione del manuale HACCP. Per ogni area o attrezzatura indica:

  1. l'oggetto da pulire (piano di lavoro, affettatrice, cella frigorifera, pavimento, cappa);
  2. il metodo, cioè la sequenza delle operazioni;
  3. il prodotto da usare, con la diluizione e il tempo di contatto indicati in scheda tecnica;
  4. la frequenza (dopo ogni uso, a fine giornata, settimanale, mensile);
  5. l'operatore incaricato;
  6. il modo in cui si verifica il risultato (controllo visivo, tamponi di superficie).

La sequenza standard di una sanificazione completa prevede rimozione dei residui grossolani, risciacquo, detersione, risciacquo, disinfezione, eventuale risciacquo finale e asciugatura. Saltare la detersione è l'errore più comune: un disinfettante applicato su una superficie sporca di grasso o residui organici perde gran parte della sua efficacia.

Esempio di piano per una piccola cucina#

Area o attrezzaturaFrequenzaOperazioneProdotto
Piani di lavoroDopo ogni lavorazione e a fine turnoDetersione e disinfezioneDetergente sgrassante, poi disinfettante per superfici alimentari
Taglieri e utensiliDopo ogni usoLavaggio in lavastoviglie ad alta temperaturaDetergente per lavastoviglie
AffettatriceDopo l'uso e a fine giornataSmontaggio, detersione, disinfezioneDetergente e disinfettante compatibili con l'acciaio
FrigoriferiSettimanaleSvuotamento, detersione, disinfezione, asciugaturaDetergente neutro e disinfettante
PavimentiGiornalieraLavaggioDetergente per pavimenti
Cappa e filtriMensile o secondo usoSmontaggio e sgrassaturaSgrassante specifico
Celle e scaffalatureMensileSanificazione completaDetergente e disinfettante

Le frequenze dell'esempio sono indicative: vanno tarate sul volume di lavoro e sul tipo di prodotti trattati.

Detergenti e disinfettanti: la differenza conta#

Detergente e disinfettante non sono la stessa cosa e nel piano vanno distinti. Il detergente rimuove lo sporco, i grassi e i residui; il disinfettante riduce la carica microbica su una superficie già pulita. Esistono prodotti con doppia azione, utili per interventi rapidi, ma non sostituiscono la detersione quando lo sporco è consistente.

AspettoDetergenteDisinfettante
FunzioneRimuove sporco e residuiRiduce i microrganismi
Quando si usaPrima, su superficie sporcaDopo, su superficie pulita e risciacquata
Norma di riferimentoReg. CE 648/2004 sui detergentiBiocidi (Reg. UE 528/2012) o presidi medico-chirurgici autorizzati
Cosa verificareIdoneità per superfici a contatto con alimentiAutorizzazione, diluizione, tempo di contatto, eventuale risciacquo

Per ogni prodotto tenete a disposizione la scheda tecnica e la scheda di dati di sicurezza: la prima dice come usarlo, la seconda serve anche per la tutela di chi lo maneggia. Conservate i prodotti in un armadio o locale separato dalle aree alimentari, nei contenitori originali e mai travasati in bottiglie anonime. Chi esegue le pulizie come attività principale deve essere formato anche sui rischi per la salute: è il caso del corso per lavoratori addetti alle pulizie.

Come compilare la scheda di sanificazione#

La scheda di sanificazione riporta solo ciò che serve a dimostrare l'esecuzione. Le colonne tipiche sono: data, area o attrezzatura, operazione eseguita, prodotto usato, sigla dell'operatore, eventuali anomalie e firma del responsabile alla verifica settimanale.

DataAreaOperazioneProdottoOperatoreNote
06/10AffettatriceSmontaggio e sanificazione completaDetergente + disinfettanteL.B.—
06/10Frigo carniSanificazione settimanaleDetergente neutro + disinfettanteM.R.Guarnizione porta usurata, segnalata
07/10Piani di lavoroDetersione e disinfezione fine turnoDetergente + disinfettanteL.B.—

Valgono le regole generali di ogni registrazione HACCP: compilare subito dopo l'operazione, non correggere con il bianchetto, firmare ogni riga. Un approfondimento su come impostare tutti i moduli, con i tempi di conservazione e un esempio completo, si trova nella guida alle schede di autocontrollo HACCP.

Verificare che la pulizia funzioni#

Il registro dimostra che la pulizia è stata fatta, non che sia stata efficace. Per questo il piano dovrebbe prevedere una verifica periodica, con controlli visivi strutturati e, dove il rischio lo giustifica, tamponi di superficie analizzati da un laboratorio. Ogni quanto farli e in quali attività sono richiesti è spiegato nella pagina sui tamponi HACCP; per le analisi potete rivolgervi al laboratorio analisi alimenti.

Errori che si incontrano spesso nelle ispezioni:

  • registro compilato in blocco a fine settimana, con la stessa grafia e la stessa penna;
  • prodotti indicati nel registro diversi da quelli presenti in magazzino;
  • disinfettante diluito a occhio, senza dosatore né indicazione della diluizione;
  • detergenti conservati sopra o vicino agli alimenti;
  • attrezzature smontabili, come affettatrici e tritacarne, pulite solo all'esterno;
  • nessuna azione annotata quando un tampone dà esito sfavorevole.

Esempio: un tampone sul tagliere delle carni crude segnala una carica microbica elevata. La risposta corretta non è solo ripetere la pulizia, ma capire la causa (tagliere rigato da sostituire, tempo di contatto del disinfettante non rispettato), correggere il piano, annotare l'intervento e ripetere il tampone per verificare l'esito.

Domande frequenti#

Il registro delle pulizie HACCP è obbligatorio?#

Il Reg. CE 852/2004 obbliga a mantenere locali e attrezzature puliti e a tenere registrazioni adeguate alle dimensioni dell'impresa, senza imporre un modulo specifico. Nella pratica il piano di pulizia e il relativo registro sono previsti in quasi tutti i manuali di autocontrollo. Alcune attività molto piccole possono semplificarlo, ma la scelta va scritta nel manuale.

Ogni quanto va sanificata la cucina?#

Il regolamento chiede una frequenza sufficiente a evitare contaminazioni, senza fissare numeri. In genere piani di lavoro e utensili si puliscono dopo ogni lavorazione, pavimenti e lavelli ogni giorno, frigoriferi ogni settimana, celle, cappe e scaffalature con cadenza mensile. Le frequenze reali vanno stabilite nel piano di pulizia in base ai volumi di lavoro e ai prodotti trattati.

Che differenza c'è tra pulizia, sanificazione e disinfezione?#

La pulizia, o detersione, rimuove lo sporco visibile e i residui con acqua e detergente. La disinfezione riduce i microrganismi su una superficie già pulita, con un prodotto autorizzato. La sanificazione è l'insieme delle due fasi, completate da risciacquo e asciugatura. Disinfettare una superficie non pulita è poco efficace, perché i residui proteggono i microrganismi dal prodotto.

Posso usare la candeggina per sanificare le superfici?#

La candeggina per uso domestico è un detergente o un prodotto con azione sbiancante, non sempre autorizzato come disinfettante. Per le superfici a contatto con gli alimenti conviene usare prodotti registrati come biocidi o presidi medico-chirurgici, seguendo diluizione e tempo di contatto indicati in etichetta. Il prodotto scelto va riportato nel piano di pulizia e nel registro.

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