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Sicurezza comprensibile: lingua, stranieri e verifica
La legge non chiede soltanto di informare e formare i lavoratori: chiede che i contenuti siano "facilmente comprensibili". Per i lavoratori stranieri il datore di lavoro deve verificare prima la comprensione della lingua usata nel corso.
La legge non chiede soltanto di informare e formare i lavoratori: chiede che i contenuti siano "facilmente comprensibili". Per i lavoratori stranieri il datore di lavoro deve verificare prima la comprensione della lingua usata nel corso. Un attestato firmato da chi non ha capito il contenuto non prova che la formazione sia stata adeguata.
Nel 2011 questa pagina riportava un appello politico perché i datori di lavoro "parlassero il linguaggio della sicurezza". Oggi quel principio ha una base normativa precisa e strumenti concreti. Qui trovi gli obblighi, i metodi pratici e gli esempi per applicarlo.
Cosa dicono gli articoli 36 e 37#
Il D.Lgs. 81/2008 contiene due commi quasi identici, uno per l'informazione e uno per la formazione. Il testo vigente è su Normattiva.
L'art. 36, comma 4, stabilisce che il contenuto dell'informazione deve essere facilmente comprensibile e deve consentire ai lavoratori di acquisire le relative conoscenze. Se riguarda lavoratori immigrati, avviene "previa verifica della comprensione della lingua" usata nel percorso informativo.
L'art. 37, comma 13, applica la stessa regola alla formazione, con una formula più esigente: serve la verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare, cioè la lingua in cui il corso viene tenuto. Il risultato atteso è che il lavoratore acquisisca conoscenze e competenze, non che assista a un certo numero di ore.
Cosa aggiunge l'Accordo Stato-Regioni 2025#
L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, in vigore dal 19 maggio 2025, ha reso più concreto l'obbligo. Le FAQ del Ministero del Lavoro chiariscono che il datore di lavoro deve verificare la comprensione e conoscenza della lingua veicolare prima dell'avvio del corso; se la verifica manca, la formazione può risultare non adeguata.
Le stesse FAQ indicano come strumenti possibili la presenza di un mediatore interculturale o di un traduttore. L'Accordo ha inoltre reso obbligatoria la verifica finale di apprendimento per tutti i percorsi e ha introdotto la verifica dell'efficacia durante il lavoro: due momenti in cui un problema di comprensione emerge in modo evidente.
Metodi pratici per verificare la lingua#
La legge non impone un test standard. Il datore di lavoro sceglie il metodo, ma deve poterlo dimostrare. Questi sono i più usati, dal più semplice al più strutturato.
| Metodo | Come funziona | Quando è adatto | Prova da conservare |
|---|---|---|---|
| Colloquio guidato | Il preposto o l'RSPP fa domande aperte sulla mansione e annota le risposte | Piccole aziende, pochi nuovi assunti | Scheda firmata con domande ed esito |
| Test di comprensione | Breve testo con domande a risposta multipla, anche con immagini | Gruppi numerosi | Test compilato e valutato |
| Certificazione linguistica | Attestato di livello di italiano già posseduto | Lavoratori con percorso scolastico in Italia | Copia del certificato |
| Mediatore interculturale | Affianca il docente durante il corso | Lingua veicolare non compresa | Registro presenze con il nome del mediatore |
| Corso nella lingua madre | Docente o materiali nella lingua del lavoratore | Gruppi omogenei per lingua | Programma e materiali tradotti |
Esempio: un'azienda agricola assume per la stagione otto lavoratori, di cui cinque parlano poco l'italiano e condividono la stessa lingua madre. Una soluzione coerente è un colloquio iniziale documentato, il corso con un mediatore che traduce in tempo reale, un test finale nella lingua madre e un controllo sul campo dopo due settimane, quando il preposto osserva l'uso dei DPI e delle procedure.
Scrivere e parlare in modo chiaro#
La comprensibilità non riguarda solo gli stranieri. Anche un lavoratore italiano fatica davanti a frasi come "attenersi scrupolosamente alle prescrizioni di cui alla procedura operativa vigente". Alcune regole di linguaggio chiaro funzionano in ogni contesto.
- Frasi brevi, con un solo comando per frase.
- Verbi all'imperativo e soggetto esplicito: "Spegni la macchina prima di pulire il rullo".
- Una parola tecnica alla volta, spiegata la prima volta che compare.
- Immagini e pittogrammi accanto al testo, soprattutto per DPI e divieti.
- Numeri concreti al posto di aggettivi: "a 2 metri dal bordo" invece di "a distanza di sicurezza".
Un confronto rende l'idea. Versione burocratica: "È fatto obbligo agli addetti di procedere all'utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie in occasione delle operazioni di miscelazione". Versione chiara: "Quando mescoli i prodotti, indossa la mascherina FFP3. Controlla che aderisca al viso". Il contenuto è lo stesso, la probabilità che venga applicato no.
Verificare che il messaggio sia arrivato#
Il test finale controlla le conoscenze in aula. La vera prova è il comportamento in reparto. Alcuni strumenti semplici:
- far ripetere la procedura con parole proprie, invece di chiedere "hai capito?";
- osservare il lavoratore durante la prima esecuzione e annotare correzioni;
- usare una checklist di osservazione periodica tenuta dal preposto;
- discutere nella riunione periodica i mancati infortuni legati a incomprensioni.
Il preposto ha un ruolo centrale, perché vede ogni giorno come le istruzioni vengono applicate. La sua formazione e i suoi compiti di vigilanza sono spiegati nella guida sul ruolo del preposto. Anche l'RLS può segnalare quando un'informativa non viene capita: è uno dei suoi compiti di consultazione, descritti nella pagina sul rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Il ruolo del datore di lavoro#
Comunicare la sicurezza non è un compito che si esaurisce con l'acquisto di un corso. Il datore di lavoro sceglie il soggetto formatore, verifica che il materiale sia adatto alle persone che ha davvero in azienda e risponde se la formazione si rivela inefficace. Dal 2025 deve anche frequentare personalmente il corso di 16 ore per datori di lavoro previsto dall'Accordo, che tratta proprio l'organizzazione della prevenzione.
In caso di infortunio, la difesa basata sul solo attestato è debole se emerge che il lavoratore non capiva la lingua del corso. Per questo conviene trattare la verifica linguistica come un documento del fascicolo formativo, al pari dell'attestato. Il quadro completo della formazione obbligatoria è nella pagina sull'Accordo Stato-Regioni per la sicurezza sul lavoro.
Chi deve progettare percorsi per gruppi multilingue può partire dal catalogo della formazione sicurezza e chiedere una versione con mediatore o materiali tradotti.
Domande frequenti#
Il corso per un lavoratore straniero deve essere tradotto?#
Non necessariamente. La legge chiede di verificare prima che il lavoratore comprenda e conosca la lingua veicolare del corso. Se la comprende, il corso in italiano è valido. Se non la comprende, servono strumenti alternativi: un mediatore interculturale, un traduttore o un corso nella sua lingua. Quello che non è ammesso è far frequentare un corso che il lavoratore non può capire.
Come si documenta la verifica della lingua?#
Con un documento datato e firmato che indichi il metodo usato e l'esito: una scheda di colloquio, un test compilato o la copia di una certificazione linguistica. Va conservato nel fascicolo formativo del lavoratore insieme all'attestato. Se è stato usato un mediatore, il suo nome deve comparire nel registro presenze del corso.
L'e-learning va bene per i lavoratori stranieri?#
Solo se il lavoratore comprende la lingua della piattaforma e dei contenuti, e quando l'Accordo ammette l'e-learning per quel corso. Le piattaforme con audio e sottotitoli in più lingue possono aiutare, ma la verifica preliminare della lingua resta obbligatoria. Per le parti pratiche e per l'addestramento serve comunque la presenza sul luogo di lavoro.
Anche l'informazione deve essere tradotta?#
L'art. 36 chiede che l'informazione sia facilmente comprensibile e, per i lavoratori immigrati, preceduta dalla verifica della comprensione della lingua. In pratica cartelli, istruzioni e procedure essenziali, come evacuazione e uso dei DPI, devono essere capiti da tutti. Pittogrammi, traduzioni brevi e spiegazioni a voce sono strumenti accettabili, purché documentati.
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