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Aggiornamento dirigenti sicurezza: corso da 6 ore
Chi ricopre un ruolo dirigenziale ai fini della sicurezza deve aggiornare la propria formazione ogni 5 anni con un corso di almeno 6 ore, come previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 in attuazione dell'art. 37 del D.Lgs 81/08.
Chi ricopre un ruolo dirigenziale ai fini della sicurezza deve aggiornare la propria formazione ogni 5 anni con un corso di almeno 6 ore, come previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 in attuazione dell'art. 37 del D.Lgs 81/08. La formazione iniziale da dirigente è di 16 ore; l'aggiornamento quinquennale può essere svolto interamente in e-learning. Attenzione al punto che confonde molte aziende: "dirigente" per il Testo Unico non è chi ha la qualifica contrattuale, ma chi di fatto attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attività e vigilando su di essa (art. 2). Un direttore di stabilimento inquadrato come quadro è, quasi sempre, un dirigente per la sicurezza.
Punti chiave#
- Formazione iniziale dirigenti: 16 ore in quattro moduli (Accordo Stato-Regioni 21/12/2011); aggiornamento quinquennale di almeno 6 ore.
- L'e-learning è ammesso sia per il corso base sia per l'aggiornamento: è il percorso più flessibile del Testo Unico.
- La qualifica rileva "di fatto": direttori di stabilimento, responsabili di funzione e capi area possono essere dirigenti ex art. 2 anche senza contratto da dirigente.
- La formazione da dirigente sostituisce quella da lavoratore, non viceversa.
- Il dirigente non formato espone sé stesso e il datore di lavoro: le sanzioni per omessa formazione sono penali.
- L'aggiornamento è l'occasione per allineare deleghe, poteri di spesa e organigramma della sicurezza.
Chi è "dirigente" per il D.Lgs 81/08 (e chi non lo sa di esserlo)#
L'art. 2 definisce dirigente la persona che, per competenze professionali e poteri gerarchici e funzionali adeguati, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa. Il criterio è sostanziale: contano i poteri esercitati, non l'inquadramento contrattuale. In una PMI tipica sono in area dirigenziale il direttore tecnico che decide turni e priorità, il responsabile di produzione che gestisce budget e fornitori, il direttore di filiale con autonomia organizzativa.
L'errore ricorrente è formare queste figure come semplici lavoratori o, peggio, come preposti. La differenza non è burocratica: il dirigente risponde degli obblighi del datore di lavoro che attua (art. 18), mentre il preposto sovrintende e vigila sull'attività operativa. In caso di infortunio, la giurisprudenza individua le responsabilità in base ai poteri effettivi: una formazione sbagliata segnala un organigramma della sicurezza sbagliato.
Le 6 ore di aggiornamento: contenuti che servono davvero#
L'Accordo lascia libertà sui contenuti, purché coerenti con l'evoluzione normativa e organizzativa. Nei percorsi che progettiamo per i dirigenti insistiamo su cinque blocchi:
- Novità normative del quinquennio: dalle modifiche introdotte dalla Legge 215/2021 (poteri del preposto, addestramento tracciato) alle evoluzioni su appalti e lavoro agile.
- Deleghe di funzioni ex art. 16: requisiti di validità, poteri di spesa, obbligo di vigilanza residuo — il tema più delicato per chi dirige.
- Gestione degli appalti e DUVRI (art. 26): qualificazione dei fornitori, coordinamento, costi della sicurezza.
- Vigilanza e modelli organizzativi: rapporto con preposti e RSPP, flussi informativi, D.Lgs 231/01 e art. 30.
- Analisi di casi giudiziari reali: come i giudici ricostruiscono la catena delle responsabilità dirigenziali.
Per i dirigenti l'e-learning è espressamente consentito: con la nostra piattaforma e-learning le 6 ore si completano senza fermare l'agenda, con tracciamento e attestato a norma.
Formazione e organigramma: due facce dello stesso adempimento#
Un corso da dirigente ha senso se la posizione è formalizzata: lettera di individuazione o delega, poteri coerenti, inserimento nell'organigramma della sicurezza allegato al DVR. Nei controlli e nei procedimenti penali la prima domanda è sempre "chi doveva fare cosa": se il documento dice una cosa e la formazione un'altra, la difesa parte in salita.
Il momento dell'aggiornamento quinquennale è perfetto per questo riallineamento: verificare che i dirigenti individuati esistano ancora in azienda, che le deleghe rispecchino i poteri reali, che i nuovi responsabili di funzione siano stati formati come dirigenti e non "parcheggiati" nella formazione lavoratori. È un lavoro da mezza giornata con il consulente che evita anni di contenzioso.
Domande frequenti#
Quanto dura l'aggiornamento dirigenti e ogni quanto va fatto?#
Almeno 6 ore ogni 5 anni, secondo l'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011. Il quinquennio decorre dal completamento del corso iniziale di 16 ore o dall'aggiornamento precedente. L'intero percorso, base e aggiornamento, può essere svolto in modalità e-learning con soggetti formatori qualificati.
Il dirigente deve fare anche il corso lavoratori?#
No: la formazione da dirigente conforme all'Accordo sostituisce integralmente quella prevista per i lavoratori. Vale il contrario, però: un dirigente formato solo come lavoratore non è in regola, e l'azienda risulta inadempiente rispetto all'art. 37, comma 7, del D.Lgs 81/08.
Un quadro o un responsabile di funzione è "dirigente" per la sicurezza?#
Lo è se esercita di fatto poteri di organizzazione e vigilanza attuando le direttive del datore di lavoro, a prescindere dall'inquadramento contrattuale (art. 2 e principio di effettività, art. 299). La valutazione va fatta ruolo per ruolo e formalizzata nell'organigramma della sicurezza.
Cosa rischia l'azienda se il dirigente non è formato?#
L'omessa formazione è sanzionata penalmente a carico del datore di lavoro. In caso di infortunio, il dirigente non formato è un'aggravante organizzativa che pesa su tutta la catena: il giudice vi legge la prova di un sistema di prevenzione solo formale. Il costo del corso è irrisorio rispetto a questo scenario.
La formazione dirigenti vale anche come aggiornamento RSPP-datore di lavoro?#
No, sono percorsi distinti con basi normative diverse: il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP segue il proprio corso e il proprio aggiornamento. Per le imprese che preferiscono esternalizzare, l'alternativa è l'incarico di RSPP esterno.
Nota dell'esperto — Giulio Morelli. Quando ricostruisco un organigramma della sicurezza, trovo quasi sempre due o tre "dirigenti di fatto" formati come semplici lavoratori: capi produzione, direttori tecnici, responsabili di sede. Sono le figure che in un processo per infortunio finiscono imputate per prime, con una formazione che non le ha mai preparate a quel ruolo. Sei ore ogni cinque anni sono il minimo sindacale per chi decide per gli altri.
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