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Giulio Morelli

Aggiornamento formazione lavoratori: 6 ore ogni 5 anni

In sintesi

Sei ore ogni cinque anni: è questa la misura dell'aggiornamento obbligatorio per tutti i lavoratori già formati ai sensi dell'art. 37 del D.Lgs 81/08 e dell'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011.

di Giulio Morelli·5 min read·

Sei ore ogni cinque anni: è questa la misura dell'aggiornamento obbligatorio per tutti i lavoratori già formati ai sensi dell'art. 37 del D.Lgs 81/08 e dell'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. La regola vale per ogni classe di rischio — basso, medio o alto — e il quinquennio si calcola dalla data di completamento del corso precedente. Un attestato "base" mai aggiornato, dopo cinque anni, non copre più né il lavoratore né il datore di lavoro.

Punti chiave#

  • Aggiornamento di 6 ore nel quinquennio per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla classe di rischio dell'azienda.
  • La scadenza è individuale: decorre dall'ultimo attestato di ciascun lavoratore, non da una data aziendale unica.
  • Le 6 ore possono essere erogate anche in più moduli distribuiti nei cinque anni.
  • L'e-learning è ammesso per l'aggiornamento, con piattaforme tracciate e verifica finale.
  • I contenuti devono riguardare evoluzioni normative, rischi emergenti e aggiornamenti tecnico-organizzativi: non una fotocopia del corso base.
  • Preposti e dirigenti hanno il proprio aggiornamento quinquennale, da non confondere con quello dei lavoratori.

Cosa deve contenere (davvero) l'aggiornamento#

L'Accordo Stato-Regioni è chiaro su un punto spesso ignorato: l'aggiornamento non è una ripetizione del corso iniziale. Deve trattare approfondimenti ed evoluzioni — novità normative e tecniche, aggiornamenti organizzativi, fonti di rischio comparse dopo la prima formazione, esiti dell'esperienza aziendale (infortuni, quasi-incidenti, esiti della sorveglianza sanitaria in forma aggregata).

Il modo corretto di costruire il programma è partire da ciò che è cambiato: nuove attrezzature o sostanze, modifiche del layout, smart working e rischi da videoterminale, aggiornamenti del documento di valutazione dei rischi. Un aggiornamento che parla dei rischi reali dell'azienda vale il doppio: forma le persone e dimostra, in caso di verifica, che la formazione è coerente con il DVR — esattamente il confronto che gli ispettori fanno per primi.

Come si calcola la scadenza e come gestirla in azienda#

Il quinquennio decorre, per ciascun lavoratore, dalla data di conclusione della formazione precedente (corso base o ultimo aggiornamento). Ne derivano tre conseguenze pratiche:

  1. Le scadenze sono sparse. In un'azienda con assunzioni scaglionate, ogni anno qualcuno scade. Serve uno scadenzario individuale con preavviso di almeno sei mesi.
  2. Il recupero è possibile ma non retroattivo. Chi ha superato la scadenza va aggiornato subito: nel periodo scoperto l'azienda è formalmente inadempiente, e conviene poterlo circoscrivere a settimane, non ad anni.
  3. Il frazionamento è un alleato. Le 6 ore possono essere spalmate nel quinquennio: un modulo annuale breve, magari in e-learning, mantiene la copertura sempre attiva e alleggerisce l'organizzazione dei turni.

Per i fondamenti del sistema — moduli, ore per classe di rischio, formazione dei neoassunti — rimando alla guida all'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011.

E-learning: quando conviene e a quali condizioni#

L'aggiornamento dei lavoratori è tra i moduli per cui la formazione a distanza è espressamente ammessa. Le condizioni sono qualitative: piattaforma con tracciamento dei tempi di fruizione, identificazione dell'utente, disponibilità di un tutor, verifica finale di apprendimento e attestato che documenti tutto questo. Una piattaforma e-learning conforme consente di aggiornare decine di lavoratori senza fermare la produzione, con costi pro capite molto inferiori all'aula.

L'e-learning non è invece la risposta giusta quando l'aggiornamento deve veicolare contenuti fortemente aziendali — nuove procedure interne, nuovi impianti — o quando serve la dimensione d'aula per discutere quasi-incidenti e comportamenti: in quei casi meglio un modulo in presenza, anche breve, costruito con il servizio di prevenzione e protezione.

Attenzione infine alle offerte "6 ore in 40 minuti": una piattaforma che non traccia i tempi reali produce attestati indifendibili. Il risparmio apparente si trasforma in formazione da rifare e in un elemento a carico in caso di infortunio.

Domande frequenti#

La scadenza dei 5 anni vale anche per il rischio basso?#

Sì. La durata della formazione iniziale cambia con la classe di rischio (8, 12 o 16 ore totali), ma l'aggiornamento è uguale per tutti: 6 ore nel quinquennio. Anche l'impiegato amministrativo di uno studio professionale deve quindi rinnovare la formazione entro cinque anni dall'ultimo attestato.

Cosa succede se un lavoratore ha l'aggiornamento scaduto?#

Il datore di lavoro è sanzionabile per violazione dell'obbligo formativo dell'art. 37 del D.Lgs 81/08, con pene di natura penale (arresto o ammenda). In caso di infortunio, la formazione scaduta pesa su responsabilità e rivalse. La priorità operativa è chiudere il gap subito, documentando la data del recupero.

L'aggiornamento può essere fatto tutto nell'ultimo mese del quinquennio?#

Formalmente sì, purché le 6 ore siano completate entro la scadenza. È però una strategia fragile: basta un'assenza o un picco di lavoro per sforare. Distribuire i moduli negli anni — o almeno programmare l'aggiornamento sei mesi prima — elimina il rischio di scoperture involontarie.

Il cambio di mansione fa scattare un nuovo obbligo formativo?#

Sì, ma di tipo diverso: il trasferimento a mansioni con rischi nuovi richiede l'integrazione della formazione specifica, da erogare prima dell'adibizione. L'aggiornamento quinquennale resta comunque dovuto alle sue scadenze: sono due obblighi paralleli, non alternativi.

Chi tiene traccia delle scadenze: l'azienda o il lavoratore?#

L'obbligo è del datore di lavoro: è lui che risponde della formazione mancante, non il lavoratore. Nella pratica lo scadenzario è gestito dall'RSPP o dal consulente esterno, incrociando attestati, date di assunzione e cambi di mansione. Il lavoratore ha però l'obbligo di partecipare ai corsi programmati.

Nota dell'esperto — Giulio Morelli. Nella pratica quotidiana l'errore ricorrente è considerare l'aggiornamento un fastidio da comprimere: sei ore qualunque, su contenuti qualunque. Poi arriva la verifica e l'ispettore confronta programma del corso e DVR: se l'azienda ha introdotto un magazzino verticale e l'aggiornamento parlava solo di videoterminali, la contestazione è servita. Costruisco sempre i moduli partendo dall'ultimo aggiornamento del DVR.

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