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Giulio Morelli

Corso aggiornamento RSPP: 40 ore ogni 5 anni, come fare

In sintesi

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione mantiene la propria capacità professionale con 40 ore di aggiornamento ogni cinque anni, come previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016; per gli ASPP le ore sono 20.

di Giulio Morelli·5 min read·

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione mantiene la propria capacità professionale con 40 ore di aggiornamento ogni cinque anni, come previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016; per gli ASPP le ore sono 20. Il quinquennio decorre dalla conclusione del modulo B e l'obbligo vale per qualunque macrosettore ATECO. Un RSPP con aggiornamento scaduto perde i requisiti dell'art. 32 del D.Lgs 81/08 e non può esercitare la funzione finché non recupera.

Punti chiave#

  • Monte ore quinquennale: 40 ore per RSPP, 20 per ASPP, uguale per tutti i settori ATECO
  • Il quinquennio parte dalla data di conclusione del modulo B (o dall'entrata in vigore dell'Accordo per chi era già esonerato)
  • L'aggiornamento è fruibile interamente in e-learning, se il corso rispetta i requisiti dell'Allegato II dell'Accordo del 2016
  • Convegni e seminari specialistici valgono al massimo per il 50% del monte ore
  • Senza aggiornamento la funzione è sospesa di fatto: la nomina resta, i requisiti no

Da dove nasce l'obbligo e quando scade il tuo quinquennio#

L'art. 32 del D.Lgs 81/08 impone a RSPP e ASPP di frequentare corsi di aggiornamento con la periodicità definita dagli Accordi Stato-Regioni; quello vigente, del 7 luglio 2016, ha unificato il monte ore a 40 per gli RSPP di ogni settore, superando la vecchia distinzione per macrosettori. Il conteggio è a scorrimento: alla fine di ogni quinquennio devono risultare 40 ore documentate, e il quinquennio successivo riparte da zero.

L'errore più diffuso è non sapere quando scade il proprio quinquennio. La data da segnare è quella di conclusione del modulo B (o del titolo che ha dato l'esonero). Chi ha cambiato azienda o settore spesso perde traccia degli attestati: ricostruire il fascicolo prima che lo faccia un ispettore è sempre la scelta più economica.

Quali attività valgono per le 40 ore#

Valgono i corsi di aggiornamento erogati dai soggetti formatori accreditati, su temi di salute e sicurezza coerenti con la funzione: evoluzione normativa, tecniche di valutazione dei rischi, sistemi di gestione, near miss, rischi emergenti. L'Accordo del 2016 ammette anche la partecipazione a convegni e seminari specialistici, ma con un tetto: possono coprire al massimo la metà del monte ore. Le restanti 20 ore devono venire da corsi strutturati con verifica finale.

L'e-learning è pienamente ammesso per l'aggiornamento RSPP, a condizione che la piattaforma garantisca tracciamento, tutoraggio e test di verifica secondo l'Allegato II dell'Accordo. Per chi segue più aziende è la modalità più razionale: una piattaforma e-learning consente di distribuire 8 ore l'anno senza fermare l'attività di consulenza o di ufficio.

Come pianificare l'aggiornamento senza ridursi all'ultimo#

La strategia che suggerisco è banale ma funziona: 8 ore l'anno, scelte su temi che servono davvero al ruolo. Un RSPP di un'azienda metalmeccanica trarrà più valore da moduli su attrezzature, direttiva macchine e rischio rumore; chi opera nel terziario da moduli su stress lavoro-correlato, videoterminali ed emergenze. L'aggiornamento fatto bene alimenta direttamente la valutazione dei rischi, che è il cuore operativo della funzione.

Il calendario va integrato con gli altri obblighi che l'RSPP presidia: aggiornamenti dei lavoratori e dei preposti, corsi antincendio e primo soccorso, scadenze delle verifiche periodiche. Centralizzare tutto in un unico scadenzario evita l'effetto domino delle scadenze dimenticate.

Cosa succede se le ore non ci sono#

L'Accordo del 2016 chiarisce le conseguenze: chi non completa l'aggiornamento nei termini non può esercitare la funzione finché non recupera le ore mancanti. La nomina non decade automaticamente, ma i requisiti professionali sì — e un RSPP privo di requisiti equivale, per l'organo di vigilanza, a un servizio di prevenzione e protezione non conforme, con responsabilità che risalgono al datore di lavoro che lo ha designato.

In caso di infortunio la questione diventa seria: la difesa dell'azienda si indebolisce se il "tecnico" che firmava valutazioni e piani formativi risulta non aggiornato. Per le imprese che non hanno competenze interne, la soluzione più solida è affidare l'incarico a un RSPP esterno qualificato, il cui aggiornamento continuo è parte del servizio e non un rischio in più da gestire.

Domande frequenti#

Quante ore di aggiornamento deve fare l'RSPP e ogni quanto?#

40 ore nell'arco di ogni quinquennio, per qualunque macrosettore ATECO, secondo l'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016. Per gli ASPP il monte ore è di 20 ore. Le ore possono essere distribuite liberamente nei cinque anni: l'unico vincolo è che al termine del quinquennio risultino tutte documentate.

L'aggiornamento RSPP si può fare completamente online?#

Sì. L'Accordo del 2016 ammette l'e-learning per l'intero aggiornamento, purché il corso sia erogato da soggetto qualificato su piattaforma con tracciamento delle attività, disponibilità di tutor e verifiche di apprendimento. Restano esclusi dall'e-learning i moduli del percorso base per cui l'Accordo richiede la presenza.

Convegni e seminari contano per le 40 ore?#

Contano, ma al massimo per il 50% del monte ore: fino a 20 ore per gli RSPP e 10 per gli ASPP nel quinquennio. Devono essere convegni o seminari in materia di salute e sicurezza con rilevazione delle presenze; le ore restanti vanno coperte con corsi di aggiornamento veri e propri.

Chi ha più incarichi RSPP deve moltiplicare le ore?#

No: l'aggiornamento è legato alla persona, non al numero di incarichi. Un professionista che svolge la funzione per dieci aziende deve comunque 40 ore nel quinquennio. Deve però curare che i contenuti coprano i settori in cui opera, perché la competenza specifica resta un requisito sostanziale dell'art. 32.

Nota dell'esperto — Giulio Morelli. Il controllo che faccio per primo quando assumo un incarico dopo un altro consulente è il quinquennio RSPP: in più di un caso ho trovato aggiornamenti fermi a due accordi fa, con DVR firmati nel frattempo. Recuperare le ore costa poco; difendere in Procura un documento firmato senza requisiti costa moltissimo.

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