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Aggiornamento RSPP 40 ore: a chi serve e come completarlo
Le "40 ore" dell'aggiornamento RSPP non sono un corso unico da frequentare in una settimana: sono il monte ore complessivo che ogni Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione deve totalizzare nell'arco di cinque anni, come stabilito dall'Accordo Stato-Regioni del 7…
Le "40 ore" dell'aggiornamento RSPP non sono un corso unico da frequentare in una settimana: sono il monte ore complessivo che ogni Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione deve totalizzare nell'arco di cinque anni, come stabilito dall'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016. Il monte ore è identico per tutti i settori ATECO e può essere composto liberamente con più corsi, anche in e-learning.
Punti chiave#
- 40 ore nel quinquennio per gli RSPP, 20 per gli ASPP: lo prevede l'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016
- Il quinquennio decorre dalla conclusione del modulo B del percorso base (o dal titolo che ha dato l'esonero)
- Le ore si possono frazionare in più corsi, su temi diversi, distribuiti nei cinque anni
- Convegni e seminari specialistici valgono fino a un massimo del 50% del monte ore
- Chi arriva alla scadenza senza le 40 ore non può esercitare la funzione finché non recupera
Perché proprio 40 ore e da quando si contano#
Prima del 2016 l'aggiornamento RSPP variava in base al macrosettore ATECO (28, 40 o 60 ore); l'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 ha semplificato tutto fissando 40 ore per chiunque svolga la funzione, in qualunque settore. Il riferimento normativo a monte resta l'art. 32 del D.Lgs 81/08, che condiziona l'esercizio del ruolo al mantenimento dei requisiti professionali.
Il quinquennio parte dalla data di conclusione del modulo B o, per chi era esonerato dai moduli in forza del proprio titolo di studio o della posizione pregressa, dalle decorrenze fissate dagli Accordi. È qui che nascono quasi tutti i problemi pratici: professionisti che hanno completato il percorso base dieci anni fa e non hanno mai ricostruito il proprio conteggio. Il consiglio operativo è aprire un fascicolo personale con tutti gli attestati e calcolare la scadenza esatta, prima che lo faccia un organo di vigilanza.
Come comporre il monte ore: corsi, temi, convegni#
Le 40 ore non richiedono un unico percorso monolitico. Si possono sommare moduli da 4, 8 o 16 ore su temi differenti, scelti in base ai rischi delle aziende seguite: aggiornamenti normativi, tecniche di valutazione dei rischi, gestione delle emergenze, rischi specifici (chimico, rumore, movimentazione carichi), sistemi di gestione della sicurezza. L'unico vincolo qualitativo è che i contenuti siano coerenti con la funzione di RSPP ed erogati da soggetti formatori qualificati.
L'Accordo ammette anche convegni e seminari specialistici, con un limite preciso: possono coprire al massimo la metà del monte ore, quindi 20 ore per un RSPP. Le ore restanti devono provenire da corsi strutturati con verifica dell'apprendimento. Tutta la documentazione — attestati, programmi, registri presenze — va conservata: in caso di controllo è l'unica prova che conta.
E-learning: la via più pratica per chi lavora#
L'aggiornamento RSPP è interamente fruibile in modalità e-learning, purché la piattaforma rispetti i requisiti dell'Allegato II dell'Accordo del 2016: tracciamento degli accessi, tutoraggio disponibile, verifiche intermedie e finali. Per un RSPP che segue più sedi o più clienti è la soluzione più razionale: 8 ore l'anno programmate con calma coprono il quinquennio senza l'assalto finale ai corsi last minute.
La nostra piattaforma e-learning è pensata proprio per questo uso: moduli componibili, attestati immediatamente scaricabili e uno storico che ricostruisce il conteggio ore in ogni momento. Chi preferisce l'aula può alternare: la norma non impone una modalità unica, conta il totale documentato.
Cosa succede a chi sfora la scadenza#
L'Accordo del 2016 è esplicito: l'RSPP che non completa l'aggiornamento nei termini non può esercitare la funzione finché non recupera le ore mancanti. Non si tratta di una decadenza definitiva — completate le ore, la piena operatività si ripristina — ma nel periodo di carenza ogni attività firmata è contestabile e il datore di lavoro che mantiene la designazione risponde di un servizio di prevenzione non conforme.
Per le aziende il rischio è concreto soprattutto quando l'RSPP è interno e nessuno presidia la scadenza. Le alternative sono due: strutturare uno scadenzario formativo aziendale serio, oppure affidare l'incarico a un RSPP esterno il cui aggiornamento continuo è parte integrante del servizio di consulenza sulla sicurezza.
Domande frequenti#
Le 40 ore vanno fatte tutte insieme?#
No. Il monte ore si accumula liberamente nell'arco del quinquennio: si possono frequentare più corsi brevi su temi diversi, in aula o in e-learning. L'importante è che alla scadenza dei cinque anni risultino documentate almeno 40 ore complessive erogate da soggetti formatori qualificati.
Il monte ore cambia in base al settore ATECO?#
Dal 2016 no: l'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 ha unificato l'aggiornamento a 40 ore per tutti gli RSPP, superando la vecchia ripartizione per macrosettori che prevedeva 28, 40 o 60 ore. Per gli ASPP il monte ore unificato è di 20 ore nel quinquennio.
I convegni valgono per l'aggiornamento RSPP?#
Sì, ma solo fino al 50% del monte ore: massimo 20 ore per gli RSPP. Devono essere convegni o seminari in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con registrazione delle presenze e attestazione dell'ente organizzatore. Il resto va coperto con corsi di aggiornamento con verifica finale.
Ho superato la scadenza del quinquennio: devo rifare il percorso base?#
No, i moduli A, B e C conseguiti non si perdono. Devi però completare le ore di aggiornamento mancanti prima di riprendere a esercitare la funzione: nel periodo di carenza non puoi operare validamente come RSPP e le attività eventualmente svolte restano esposte a contestazioni.
Nota dell'esperto — Giulio Morelli. La domanda che faccio a ogni RSPP interno nei miei audit è una sola: "mi mostri gli attestati degli ultimi cinque anni?". Una volta su tre il conteggio è incompleto e nessuno se n'era accorto. Ricostruire il fascicolo formativo richiede un'ora di lavoro; scoprirlo durante un'ispezione, dopo un infortunio, è tutta un'altra storia.
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