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Giulio Morelli

Valutazione stress lavoro-correlato: fasi, metodo INAIL

In sintesi

La valutazione dello stress lavoro-correlato è una parte obbligatoria del DVR per ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore.

di Giulio Morelli·7 min read·

La valutazione dello stress lavoro-correlato è una parte obbligatoria del DVR per ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore. Si svolge per gruppi omogenei in due fasi: una valutazione preliminare basata su indicatori oggettivi, obbligatoria per tutti, e una valutazione approfondita sulla percezione dei lavoratori, necessaria solo se le misure correttive non risolvono le criticità.

Il metodo minimo è quello indicato dalla Commissione consultiva permanente nel 2010; lo strumento più usato per applicarlo è la metodologia INAIL, aggiornata con il manuale del 2017. Questa guida spiega come si svolge in pratica e quando va rifatta. La storia della circolare ministeriale del 2010 è ricostruita nell'articolo dedicato alla circolare sullo stress lavoro-correlato.

La base normativa#

L'art. 28, comma 1, del D.Lgs. 81/2008 impone di valutare tutti i rischi, "tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004". Il comma 1-bis rinvia alle indicazioni metodologiche della Commissione consultiva, approvate il 17 novembre 2010 e diffuse dal Ministero del Lavoro con la lettera circolare del 18 novembre 2010. L'obbligo è operativo dal 31 dicembre 2010.

Le indicazioni definiscono un livello minimo di attuazione valido per tutti i datori di lavoro, pubblici e privati. Un'azienda può usare metodi più articolati, ma non può fare meno di quanto previsto: individuare gruppi omogenei, analizzare indicatori oggettivi, adottare correttivi e verificarne l'efficacia.

Chi partecipa e cosa si valuta#

La valutazione è responsabilità del datore di lavoro, che la conduce con l'RSPP e con il medico competente, se nominato, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Il ruolo dell'RLS è descritto nell'articolo sul rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Oggetto della valutazione non è il singolo lavoratore né il suo stato psicologico, ma l'organizzazione del lavoro. Per questo si ragiona per gruppi omogenei: insiemi di lavoratori esposti alle stesse condizioni organizzative, ad esempio per reparto, mansione, turno o tipo di contratto. Secondo il manuale INAIL, nelle aziende fino a circa 30 lavoratori l'intera azienda può essere considerata un unico gruppo.

Le quattro fasi del metodo INAIL#

Il manuale INAIL del 2017 articola il percorso in quattro fasi, coerenti con le indicazioni della Commissione consultiva.

  1. Fase propedeutica: costituzione del gruppo di gestione, piano di valutazione, individuazione dei gruppi omogenei, strategia di comunicazione e coinvolgimento dei lavoratori.
  2. Valutazione preliminare: compilazione della lista di controllo per ciascun gruppo omogeneo, con i dati aziendali degli ultimi anni.
  3. Valutazione approfondita: solo se necessaria, con questionari, focus group o interviste.
  4. Pianificazione e monitoraggio: interventi correttivi, verifica della loro efficacia e programma di controllo nel tempo.

La fase preliminare: la lista di controllo#

La lista di controllo INAIL è organizzata in tre aree, che riprendono le famiglie di indicatori della Commissione consultiva.

AreaCosa misuraIndicatori nella lista INAIL
Eventi sentinellaInfortuni, assenze per malattia, assenze dal lavoro, ferie non godute, rotazione del personale, turnover, procedimenti e sanzioni disciplinari, richieste di visite straordinarie al medico competente, segnalazioni formali dei lavoratori, istanze giudiziarie10
Contenuto del lavoroAmbiente e attrezzature, pianificazione dei compiti, carico e ritmo di lavoro, orario e turni36, in 4 dimensioni
Contesto del lavoroFunzione e cultura organizzativa, ruolo, evoluzione di carriera, autonomia decisionale, rapporti interpersonali, interfaccia casa-lavoro30, in 6 dimensioni

Gli eventi sentinella si confrontano con l'andamento aziendale degli anni precedenti, non con medie esterne. I fattori di contenuto e contesto si compilano sentendo i lavoratori o un loro campione, insieme all'RLS: una lista compilata a tavolino dal solo consulente è il difetto più frequente che emerge nei controlli.

Il punteggio colloca ogni gruppo omogeneo in un livello di rischio non rilevante, medio o alto. Se il rischio non è rilevante, l'esito si riporta nel DVR con un piano di monitoraggio. Se è medio o alto, si adottano interventi correttivi organizzativi, tecnici, procedurali o formativi, e se dopo la verifica non risultano efficaci si passa alla fase approfondita.

La fase approfondita#

La valutazione approfondita rileva la percezione soggettiva dei lavoratori sugli stessi fattori di contenuto e contesto. La Commissione consultiva cita questionari, focus group e interviste semi-strutturate. Il metodo INAIL propone il questionario strumento indicatore, di 35 item, derivato dai Management Standards dell'ente britannico HSE, da usare nei gruppi omogenei più numerosi; per quelli piccoli sono più adatti focus group o interviste.

Per le imprese che occupano fino a 5 lavoratori, le indicazioni del 2010 consentono di sostituire gli strumenti di valutazione approfondita con modalità che garantiscano il coinvolgimento diretto dei lavoratori, come riunioni dedicate alla ricerca delle soluzioni e alla verifica della loro efficacia.

Esempio: un call center con 40 operatori su due turni, in cui la lista di controllo segnala assenze in crescita e turnover elevato nel turno serale. Il datore di lavoro rivede la pianificazione delle pause e la rotazione dei turni; se dopo sei mesi gli indicatori non migliorano, somministra il questionario al gruppo omogeneo del turno serale per capire quali fattori pesano di più.

Quando aggiornare la valutazione#

Le indicazioni del 2010 non fissano una scadenza unica, perché la valutazione segue le regole di aggiornamento dell'intero DVR. L'art. 29, comma 3, impone di rielaborarla in occasione di modifiche significative del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro, dopo infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità, entro trenta giorni dalle rispettive causali.

Per lo stress, le causali tipiche sono riorganizzazioni, fusioni, cambi di turnistica, riduzioni di personale, introduzione di nuovi software gestionali o del lavoro da remoto. In assenza di cambiamenti, il manuale INAIL suggerisce di ripetere la valutazione a distanza di due o tre anni dalla precedente. Per il tema dei rischi legati alle tecnologie digitali c'è il videocorso sulla prevenzione del tecnostress.

Errori che rendono la valutazione contestabile#

  • usare un'unica lista di controllo per tutta l'azienda quando ci sono reparti e turni con condizioni diverse;
  • non coinvolgere RLS e lavoratori nella compilazione delle aree di contenuto e contesto;
  • dichiarare "rischio non rilevante" senza dati sugli eventi sentinella;
  • individuare criticità senza pianificare correttivi, responsabili e tempi di verifica;
  • non aggiornare la valutazione dopo una riorganizzazione;
  • confondere la valutazione dello stress con la gestione di casi individuali di disagio o di conflitto.

Il manuale e la piattaforma online dell'INAIL sono disponibili nella sezione dedicata al rischio stress lavoro-correlato. Se preferisci affidare il percorso a un professionista, puoi consultare il servizio di valutazione del rischio stress lavoro-correlato o quello di redazione del documento di valutazione dei rischi; per formare chi gestisce il processo c'è il corso sul rischio stress lavoro-correlato.

Domande frequenti#

La valutazione dello stress è obbligatoria anche per una microimpresa?#

Sì. L'art. 28 del D.Lgs. 81/08 vale per tutti i datori di lavoro con almeno un lavoratore, e le indicazioni della Commissione consultiva non prevedono esenzioni dimensionali. Per le imprese fino a 5 lavoratori il percorso è semplificato: la fase approfondita può essere sostituita da riunioni che coinvolgono direttamente i lavoratori. La fase preliminare va comunque svolta e riportata nel DVR.

Il questionario ai lavoratori è sempre obbligatorio?#

No. Il questionario appartiene alla fase approfondita, che scatta solo quando la valutazione preliminare evidenzia un rischio e gli interventi correttivi non risultano efficaci. Nella fase preliminare, però, i lavoratori o un loro campione vanno sentiti per compilare le aree di contenuto e contesto della lista di controllo, con la partecipazione dell'RLS.

Ogni quanto va rifatta la valutazione dello stress lavoro-correlato?#

La legge non fissa una scadenza unica: va rielaborata entro trenta giorni da riorganizzazioni significative, infortuni significativi o segnalazioni della sorveglianza sanitaria. In assenza di cambiamenti, il manuale INAIL suggerisce di ripeterla dopo due o tre anni. Anche il piano di monitoraggio previsto per il rischio non rilevante va effettivamente svolto e documentato.

Il medico competente deve partecipare alla valutazione?#

Se è nominato, sì: l'art. 25 gli assegna la collaborazione alla valutazione dei rischi, e le richieste di visite straordinarie al medico sono uno degli eventi sentinella della lista di controllo. Se l'azienda non ha obbligo di sorveglianza sanitaria, la valutazione si svolge con il datore di lavoro, l'RSPP e la consultazione dell'RLS.


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