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Aggiornamento preposti: cadenza biennale e contenuti
La regola è cambiata e molte aziende non se ne sono accorte: dalla Legge 215/2021, che ha modificato l'art.
La regola è cambiata e molte aziende non se ne sono accorte: dalla Legge 215/2021, che ha modificato l'art. 37 del D.Lgs 81/08, la formazione dei preposti va ripetuta con cadenza almeno biennale — non più ogni 5 anni — e va svolta interamente in presenza (la videoconferenza sincrona è equiparata secondo gli orientamenti applicativi prevalenti, l'e-learning asincrono no). Chi ha capireparto, capicantiere o capiturno con l'ultimo aggiornamento datato più di due anni fa è, con ogni probabilità, fuori regola.
Punti chiave#
- Formazione iniziale preposti: corso lavoratori più modulo aggiuntivo di 8 ore (Accordo Stato-Regioni 21/12/2011).
- Aggiornamento: cadenza almeno biennale per effetto della Legge 215/2021 (art. 37, comma 7-ter, D.Lgs 81/08).
- Modalità: interamente in presenza; esclusa la formazione e-learning asincrona per i preposti.
- Il preposto è tale "di fatto" (art. 299): conta chi sovrintende davvero, non chi ha la nomina sulla carta.
- Nuovi poteri-doveri: il preposto deve intervenire, far cessare i comportamenti pericolosi e sospendere l'attività in caso di pericolo grave.
- L'individuazione dei preposti è obbligatoria: nomina scritta e formazione devono coincidere con l'organigramma reale.
Chi è il preposto (e perché l'elenco aziendale è quasi sempre incompleto)#
Il preposto è chi sovrintende all'attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllando la corretta esecuzione da parte dei lavoratori (art. 2, D.Lgs 81/08). Capisquadra, capireparto, capiturno, capicantiere, responsabili di negozio o di magazzino: chiunque coordini operativamente altre persone. Vale il principio di effettività dell'art. 299: si è preposti per il ruolo esercitato di fatto, con o senza nomina.
La Legge 215/2021 ha reso l'individuazione dei preposti un obbligo esplicito del datore di lavoro. La combinazione corretta è: individuazione scritta, formazione specifica, coerenza con l'organigramma del DVR. Quando uno dei tre elementi manca, in ispezione emergono subito gli altri due.
Cosa deve saper fare il preposto dopo la riforma#
Il nuovo art. 19 non chiede più al preposto di limitarsi a "segnalare": gli chiede di intervenire. In caso di comportamenti non conformi, deve richiamare il lavoratore, far modificare il comportamento e, se l'inosservanza persiste, interrompere l'attività e informare i superiori. In presenza di deficienze dei mezzi e di pericolo grave e immediato, deve interrompere temporaneamente l'attività. Sono poteri-doveri sanzionati penalmente: il preposto che "chiude un occhio" risponde in proprio.
L'aggiornamento biennale serve esattamente a mantenere operativa questa capacità di intervento. I contenuti su cui costruiamo i corsi:
- casi pratici di esercizio del potere di sospensione: come si interrompe una lavorazione senza scontro, cosa si scrive, chi si informa;
- vigilanza sull'uso di DPI e attrezzature, compreso il controllo delle abilitazioni (carrelli, PLE, gru);
- gestione di appaltatori e interferenze nel proprio reparto o cantiere;
- comunicazione efficace: il richiamo che funziona e la documentazione che protegge;
- novità normative e tecniche intervenute nel biennio;
- rapporto con dirigenti e RSPP: cosa sale di livello e cosa si gestisce sul campo.
Biennale e in presenza: come organizzarsi senza paralizzare i reparti#
Il passaggio da 5 a 2 anni moltiplica lo sforzo organizzativo, soprattutto per chi ha decine di preposti su turni. Le soluzioni che funzionano nelle aziende clienti: calendarizzare sessioni semestrali fisse a rotazione, così ogni preposto trova sempre una data utile entro il proprio biennio; accorpare l'aggiornamento a riunioni periodiche della sicurezza già pianificate; usare la videoconferenza sincrona con docente, registri e verifiche di presenza per le sedi distaccate, riservando l'aula fisica alle esercitazioni sui casi.
Un errore da evitare: "riciclare" l'aggiornamento lavoratori come aggiornamento preposti. Sono obblighi distinti, con contenuti e destinatari diversi; un attestato generico da lavoratore non copre il ruolo di preposto e in un procedimento penale la differenza si vede subito.
Domande frequenti#
Ogni quanto va aggiornata la formazione del preposto?#
Con cadenza almeno biennale, per effetto della Legge 215/2021 che ha modificato l'art. 37 del D.Lgs 81/08. In precedenza l'Accordo Stato-Regioni 2011 prevedeva 6 ore ogni 5 anni: la cadenza quinquennale è superata, e le 6 ore restano un riferimento di durata adottato dalla prassi.
L'aggiornamento preposti si può fare online?#
La norma richiede lo svolgimento interamente in modalità in presenza; gli orientamenti applicativi equiparano la videoconferenza sincrona (docente in diretta, partecipazione verificabile), mentre l'e-learning asincrono è escluso. Diffidare degli attestati da corsi preposti "on demand": in un controllo non reggono.
Serve la nomina scritta del preposto?#
Il datore di lavoro deve individuare i preposti; la forma scritta è la via maestra per dimostrarlo e per delimitare i compiti. Ma attenzione: l'assenza di nomina non salva nessuno, perché per l'art. 299 il ruolo si assume di fatto. La nomina serve a fare chiarezza, non a creare o negare il ruolo.
Cosa rischia un preposto non formato o non aggiornato?#
Il datore di lavoro risponde penalmente dell'omessa formazione. Il preposto, dal canto suo, risponde delle violazioni dell'art. 19 (mancata vigilanza, mancato intervento) anche se non formato: la mancata formazione non è una scusante piena, per questo il primo interessato all'aggiornamento è il preposto stesso.
Il capocantiere che guida anche il muletto ha bisogno di due corsi?#
Sì: la formazione da preposto copre il ruolo di sovrintendenza, l'abilitazione all'attrezzatura (Accordo 22/02/2012) copre la conduzione del mezzo. Sono binari paralleli con scadenze diverse — biennale il primo, quinquennale il secondo — da tracciare entrambi nello scadenzario formativo.
Nota dell'esperto — Giulio Morelli. Nei corsi per preposti la domanda che ricevo sempre è: "ma io posso davvero fermare la produzione?". La risposta che do è un'altra domanda: cosa dirai al PM quando ti chiederà perché non l'hai fatto? Da quando la legge ha messo nero su bianco il potere di sospensione, il preposto formato bene è la figura che protegge sé stesso proteggendo gli altri.
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