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Corso di Primo Soccorso: durata, contenuti e obblighi
Il corso di primo soccorso aziendale prepara i lavoratori designati a intervenire nei primi minuti di un'emergenza sanitaria, quelli che precedono l'arrivo del 118 e che spesso decidono l'esito.
Il corso di primo soccorso aziendale prepara i lavoratori designati a intervenire nei primi minuti di un'emergenza sanitaria, quelli che precedono l'arrivo del 118 e che spesso decidono l'esito. Durata e contenuti sono fissati dal DM 388/03: 16 ore per le aziende del gruppo A, 12 ore per i gruppi B e C, con prove pratiche obbligatorie e aggiornamento ogni tre anni. Designare e formare gli addetti è un obbligo del datore di lavoro sancito dall'art. 18 del D.Lgs 81/08.
Punti chiave#
- Corso obbligatorio per gli addetti designati in ogni azienda con lavoratori; la durata dipende dal gruppo (A: 16 ore; B e C: 12 ore).
- Aggiornamento triennale della capacità di intervento pratico: 6 ore per il gruppo A, 4 ore per i gruppi B e C.
- Il programma include riconoscimento dell'emergenza, allerta dei soccorsi, manovre salvavita e gestione di traumi e patologie da lavoro.
- L'addetto non sostituisce il medico: protegge, allerta e sostiene le funzioni vitali in attesa dei soccorsi.
- La parte pratica su manichino non è comprimibile né sostituibile con l'e-learning.
Cosa fa davvero l'addetto al primo soccorso#
Il ruolo va sgombrato da due equivoci opposti. L'addetto non è un soccorritore professionale: non fa diagnosi, non somministra farmaci, non improvvisa manovre viste in televisione. Ma non è nemmeno una figura simbolica: nei primi minuti di un arresto cardiaco, di un'emorragia importante o di un soffocamento, ciò che fa — o non fa — cambia la prognosi.
Il suo compito segue tre verbi: proteggere (sé stesso, l'infortunato e i presenti, evitando che l'emergenza si allarghi), allertare (chiamata al 112/118 con informazioni precise: luogo, dinamica, condizioni della persona) e soccorrere entro i limiti delle proprie competenze, sostenendo le funzioni vitali fino all'arrivo dei professionisti. Il corso è costruito esattamente attorno a questa sequenza.
Il programma fissato dal DM 388/03#
I contenuti non li decide l'ente di formazione: sono elencati negli allegati 3 e 4 del decreto. Tre blocchi:
- Allertare il sistema di soccorso: cause e circostanze dell'infortunio, comunicazione efficace con la centrale operativa.
- Riconoscere un'emergenza sanitaria: valutazione della scena, esame dell'infortunato, funzioni vitali (coscienza, respiro, circolo), riconoscimento di stati come sincope, shock, crisi convulsive, dolore toracico.
- Attuare gli interventi di primo soccorso: rianimazione cardiopolmonare, posizionamenti corretti, emostasi delle emorragie esterne, primo trattamento di ferite, ustioni, traumi muscolo-scheletrici, cranici e vertebrali, e conoscenza dei rischi specifici dell'attività (ad esempio intossicazioni da agenti chimici dove presenti).
Per il gruppo A il programma è ampliato e collegato ai rischi specifici del comparto, in raccordo con il medico competente: un motivo in più per cui formazione e sorveglianza sanitaria dovrebbero parlarsi.
La pratica: dove il corso si gioca tutto#
Le ore di esercitazione previste dal decreto sono la parte irrinunciabile. Comprimere la pratica per "finire prima" produce attestati validi sulla carta e addetti incapaci di agire. Un corso ben condotto fa eseguire a ogni partecipante, più volte:
- la sequenza di valutazione dell'infortunato;
- le compressioni toraciche su manichino con feedback dell'istruttore su ritmo e profondità;
- la posizione laterale di sicurezza;
- il tamponamento di un'emorragia e la medicazione di base;
- la simulazione completa di uno scenario, dalla scoperta dell'infortunato alla chiamata ai soccorsi.
È qui che si vede la differenza tra enti di formazione: chiedete sempre quanti manichini ci sono in aula e quante volte ciascun partecipante li usa.
Dal corso al sistema aziendale di primo soccorso#
L'attestato da solo non basta a rendere l'azienda conforme. Il datore di lavoro deve chiudere il cerchio: designazione formale degli addetti con accettazione, copertura di tutti i turni e le sedi, cassetta di pronto soccorso o pacchetto di medicazione conformi agli allegati del DM 388/03, mezzo di comunicazione per l'allerta rapida e procedure note a tutti i lavoratori, non solo agli addetti. Lo scadenzario degli aggiornamenti triennali completa il quadro: è l'adempimento che più spesso sfugge, perché tre anni passano in fretta.
Domande frequenti#
Quanto dura il corso di primo soccorso aziendale? 16 ore per le aziende del gruppo A, 12 ore per i gruppi B e C. Il gruppo dipende da tipologia di attività, numero di lavoratori e indici infortunistici INAIL, secondo i criteri del DM 388/03. La verifica del gruppo va fatta prima di iscrivere gli addetti.
Ogni quanto va rifatto? L'aggiornamento è triennale e riguarda la capacità di intervento pratico: 6 ore per il gruppo A, 4 ore per i gruppi B e C. Lasciar scadere l'aggiornamento espone il datore di lavoro alle stesse contestazioni della formazione mancante.
Il corso può essere svolto online? La parte teorica può essere erogata a distanza secondo gli orientamenti applicativi, ma le esercitazioni pratiche richiedono la presenza fisica con istruttore e manichino. Un attestato di primo soccorso rilasciato interamente online, pratica inclusa, non è difendibile in caso di controllo.
L'addetto rischia qualcosa se interviene e le cose vanno male? Chi interviene correttamente, nei limiti della formazione ricevuta e senza colpa grave, non ha nulla da temere: l'ordinamento tutela chi presta soccorso. Il rischio giuridico vero è l'omissione: l'addetto designato che non interviene affatto risponde delle conseguenze.
Chi paga il corso e le ore di formazione? Il datore di lavoro: la formazione in materia di sicurezza avviene a spese dell'azienda e in orario di lavoro, come previsto dal D.Lgs 81/08. Nessun costo può essere posto a carico del lavoratore designato.
Nota dell'esperto — Giulio Morelli. Dopo anni di corsi, ho una certezza: la manovra che gli allievi dimenticano non esiste, esiste la manovra mai provata. Chi ha fatto tre cicli di compressioni su manichino, con l'istruttore che corregge il ritmo, dopo anni la esegue ancora. Per questo pretendo che nei miei corsi ogni partecipante passi dal manichino più volte, anche quando l'aula è numerosa.
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