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Giulio Morelli

Incarico RSPP esterno: obblighi, contratto e scelta

In sintesi

Affidare l'incarico di RSPP a un professionista esterno è obbligatorio quando in azienda nessun dipendente ha i requisiti dell'art. 32 del *D.Lgs. 81/2008* e il datore di lavoro non può o non vuole svolgere il ruolo personalmente.

di Giulio Morelli·9 min read·

Affidare l'incarico di RSPP a un professionista esterno è obbligatorio quando in azienda nessun dipendente ha i requisiti dell'art. 32 del D.Lgs. 81/2008 e il datore di lavoro non può o non vuole svolgere il ruolo personalmente. L'incarico si formalizza con una designazione scritta e un contratto che definisca compiti, presenze e documenti. La responsabilità per la sicurezza, però, resta sempre del datore di lavoro.

La scelta non è solo burocratica: un contratto vago produce un RSPP che firma il DVR e sparisce. Qui trovi quando l'incarico esterno è obbligatorio, quando è vietato, cosa verificare sul professionista e quali clausole inserire.

Le tre strade per organizzare il servizio#

L'art. 31 chiede al datore di lavoro di organizzare il servizio di prevenzione e protezione prioritariamente all'interno dell'azienda, oppure di incaricare persone o servizi esterni. L'art. 34 aggiunge una terza possibilità: lo svolgimento diretto dei compiti da parte del datore di lavoro, entro le soglie dell'allegato II.

OpzioneQuando è possibileLimiti principali
Datore di lavoro RSPPAziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, agricole e zootecniche fino a 30, pesca fino a 20, altre aziende fino a 200 (allegato II)Esclusi i casi dell'art. 31, comma 6; serve il percorso formativo dell'Accordo Stato-Regioni 2025
RSPP internoUn dipendente con i requisiti dell'art. 32Va garantito tempo e mezzi adeguati; obbligatorio nei casi del comma 6
RSPP esternoIn tutti gli altri casi; obbligatorio se manca un dipendente con i requisitiVietato nei casi del comma 6; il datore resta responsabile

Per il datore di lavoro che vuole fare da sé, ore e moduli del nuovo percorso sono spiegati nella guida sull'RSPP datore di lavoro e l'Accordo Stato-Regioni.

Quando l'RSPP esterno è obbligatorio e quando è vietato#

Il comma 4 dell'art. 31 è chiaro: il ricorso a persone o servizi esterni è obbligatorio in assenza di dipendenti in possesso dei requisiti dell'art. 32. Nella maggior parte delle piccole e medie imprese è questo il caso: nessuno ha i moduli A, B e C, e il titolare non intende frequentarli o supera le soglie dell'allegato II. Esempio: una società di servizi informatici con 220 dipendenti non può affidare il ruolo al datore di lavoro e, se nessun dipendente è formato, deve incaricare un esterno.

All'opposto, il comma 6 elenca i casi in cui il servizio deve essere interno e il comma 7 precisa che anche il responsabile deve essere interno:

  1. aziende industriali soggette agli obblighi di notifica o rapporto della normativa sui rischi di incidente rilevante;
  2. centrali termoelettriche;
  3. impianti e laboratori nucleari;
  4. aziende per la fabbricazione e il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
  5. aziende industriali con oltre 200 lavoratori;
  6. industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;
  7. strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.

In questi casi un consulente esterno può affiancare il servizio interno come supporto specialistico (comma 3), ma non assumere il ruolo di responsabile. Il testo vigente dell'articolo è su Normattiva.

Requisiti da verificare prima della designazione#

L'art. 32 richiede all'RSPP, interno o esterno, un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola secondaria superiore e un attestato di frequenza ai corsi di formazione con verifica dell'apprendimento. Con l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 il percorso comprende il modulo A di 28 ore, il modulo B comune di 48 ore, le specializzazioni per i settori che le richiedono e il modulo C di 24 ore. L'aggiornamento è di 40 ore ogni cinque anni.

Prima di firmare chiedi copia di:

  • titolo di studio, o della laurea che dà diritto all'esonero dai moduli A e B;
  • attestati dei moduli A, B comune e C;
  • attestato della specializzazione di settore, se la tua attività la richiede (per esempio costruzioni o sanità residenziale);
  • attestati di aggiornamento che coprano il quinquennio in corso.

Il dettaglio dei titoli e delle esenzioni è nella guida ai requisiti dell'RSPP. Una specializzazione mancante o un aggiornamento scaduto rendono la designazione irregolare anche se il contratto è firmato.

La designazione e il contratto: cosa deve contenere#

La designazione dell'RSPP è uno dei due obblighi che il datore di lavoro non può delegare (art. 17), e va preceduta dalla consultazione dell'RLS, come prevede l'art. 50, comma 1, lettera c). Servono due documenti: la lettera di designazione con accettazione firmata dal professionista e il contratto di servizio. Il primo prova la nomina, il secondo stabilisce cosa farà concretamente l'RSPP.

ClausolaCosa scriverePerché conta
OggettoSvolgimento dei compiti dell'art. 33: valutazione dei rischi, misure, procedure, programmi di formazione, partecipazione alla riunione periodica, informazione ai lavoratoriEvita che l'incarico si riduca alla firma del DVR
Sedi coperteElenco delle unità produttive e dei cantieri o servizi esterni inclusiLe sedi non elencate restano scoperte
SopralluoghiNumero minimo annuo, con verbale scritto di ciascunoRende misurabile la presenza
Tempi di rispostaEntro quanti giorni il professionista interviene per infortuni, ispezioni, modifiche di processoLe urgenze non aspettano il sopralluogo successivo
Documenti inclusiAggiornamento del DVR, DUVRI, piani di emergenza, valutazioni specifiche (rumore, vibrazioni, chimico) inclusi o esclusiÈ la voce che più spesso genera costi aggiuntivi
Obblighi del datoreFornire informazioni su processi, sostanze, organico, infortuni, appalti (art. 18, comma 2)L'RSPP valuta ciò che conosce
RiservatezzaSegreto sui processi lavorativi (art. 33, comma 2) e trattamento dei dati personaliTutela l'azienda
Requisiti e aggiornamentoImpegno a mantenere aggiornata la formazione e a consegnarne copiaUna formazione scaduta invalida l'incarico
AssicurazionePolizza di responsabilità civile professionale, con massimale indicatoNon è imposta dal D.Lgs. 81/08, ma tutela entrambe le parti
Durata e recessoDurata, rinnovo, preavviso, consegna di tutta la documentazione alla cessazioneEvita di restare senza documenti al cambio di consulente

Un punto va scritto con chiarezza: l'art. 31, comma 5, stabilisce che il ricorso a servizi esterni non libera il datore di lavoro dalla propria responsabilità. Il contratto può regolare i rapporti tra le parti, ma non trasferire all'RSPP gli obblighi penali del datore.

Da cosa dipende il costo#

Il prezzo di un incarico RSPP esterno non è fissato da tariffe ufficiali e varia molto da caso a caso. Per confrontare preventivi conviene guardare i fattori che lo determinano, non solo il totale:

  1. numero di lavoratori e di unità produttive, che incide su sopralluoghi e trasferte;
  2. settore e livello di rischio: edilizia, chimica o sanità richiedono più valutazioni specifiche di un ufficio;
  3. numero di sopralluoghi annui e presenza alla riunione periodica;
  4. documenti inclusi: un canone che comprende l'aggiornamento del DVR e le valutazioni specifiche non è paragonabile a uno che li fattura a parte;
  5. formazione dei lavoratori, inclusa o esclusa;
  6. disponibilità in caso di ispezione o infortunio e tempi di risposta garantiti;
  7. stato di partenza: se il DVR è da rifare, il primo anno costa di più.

Per un orientamento sui prezzi trovi il listino della consulenza sicurezza sul lavoro; per un preventivo sulla tua azienda la pagina del servizio di RSPP esterno.

Come valutare un professionista#

Un attestato in regola è il minimo, non una garanzia di qualità. Alcuni segnali aiutano a distinguere un incarico gestito bene da uno solo formale:

  • esperienza nel settore: chi segue cantieri da anni conosce rischi e documenti che chi lavora solo in uffici non vede;
  • proposta scritta dettagliata, con sopralluoghi, documenti e tempi, invece di un canone forfettario senza contenuti;
  • sopralluogo iniziale prima del preventivo: valutare un'azienda senza averla vista è un segnale debole;
  • verbali e report consegnati dopo ogni visita;
  • conoscenza delle novità come l'Accordo Stato-Regioni 2025 e il decreto-legge 159/2025;
  • un rapporto diretto con l'RLS e il medico competente, non solo con l'ufficio amministrativo.

Esempio: due preventivi per un'impresa di pulizie con 35 addetti su più cantieri. Il primo indica un canone annuo senza dettagli; il secondo prevede quattro sopralluoghi a campione, aggiornamento del DVR, partecipazione alla riunione periodica e intervento entro 48 ore in caso di infortunio. Il secondo può costare di più, ma è l'unico confrontabile con ciò che la legge chiede all'RSPP.

Domande frequenti#

Il datore di lavoro può nominare RSPP esterno una società invece di una persona?#

L'art. 31 parla di "persone o servizi esterni", quindi l'azienda può rivolgersi anche a una società di consulenza. La designazione deve però indicare nominativamente la persona fisica che svolge il ruolo di responsabile, con i requisiti dell'art. 32. Una nomina generica alla società, senza indicare chi è l'RSPP, rende difficile dimostrare che il ruolo è effettivamente coperto.

L'RSPP esterno risponde penalmente al posto del datore di lavoro?#

No. L'art. 31, comma 5, stabilisce che il ricorso a servizi esterni non libera il datore di lavoro dalla propria responsabilità. L'RSPP è un consulente e il D.Lgs. 81/08 non prevede per lui sanzioni proprie come quelle del datore. Può però essere chiamato a rispondere in sede penale, insieme al datore, se un suo errore professionale contribuisce a causare un infortunio.

Bisogna comunicare la nomina dell'RSPP a qualche ente?#

Il D.Lgs. 81/08 non prevede una comunicazione generale all'ASL o all'INAIL della nomina dell'RSPP. Il nominativo va indicato nel DVR, la designazione va preceduta dalla consultazione dell'RLS e i documenti devono essere disponibili in caso di ispezione.

Quanto dura l'incarico di RSPP esterno?#

La legge non fissa una durata: la stabilisce il contratto, di solito annuale con rinnovo. Più che la durata conta la continuità: cambiare consulente ogni anno significa ripartire da zero con sopralluoghi e documenti. Inserisci nel contratto un preavviso di recesso e l'obbligo di consegnare tutta la documentazione prodotta, così il passaggio a un nuovo RSPP non lascia l'azienda scoperta.


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