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Giulio Morelli

Chiamare il 112 o il 118 dopo un infortunio: cosa dire

In sintesi

Dopo un infortunio grave la chiamata ai soccorsi va fatta subito, da un telefono sempre disponibile, dicendo con calma dove ci si trova, cosa è successo, quante persone sono coinvolte e in che condizioni sono. Poi non si riattacca finché l'operatore non lo dice.

di Giulio Morelli·8 min read·

Dopo un infortunio grave la chiamata ai soccorsi va fatta subito, da un telefono sempre disponibile, dicendo con calma dove ci si trova, cosa è successo, quante persone sono coinvolte e in che condizioni sono. Poi non si riattacca finché l'operatore non lo dice. In azienda chi chiama, con quale telefono e con quali informazioni va deciso prima, nel piano di emergenza.

Nel 2011 questa pagina riportava una notizia del processo ThyssenKrupp: in aula era stata fatta ascoltare la telefonata al 118 di un operaio nella notte del rogo del 6 dicembre 2007, in cui morirono sette lavoratori. La ricostruzione del processo e delle sentenze è nell'articolo sul processo ThyssenKrupp. Qui ci concentriamo su una domanda pratica: come si organizza in azienda una chiamata di soccorso efficace.

112 o 118: quale numero chiamare#

Il Numero unico europeo dell'emergenza 112 è attivo in gran parte d'Italia. Secondo i dati diffusi da Azienda Zero del Piemonte per la Giornata europea del 112 del febbraio 2026, il servizio copre 16 Regioni e 2 Province autonome, con circa l'82% della popolazione. Una centrale unica di risposta riceve la chiamata, localizza il chiamante, filtra le chiamate improprie e la inoltra al servizio competente: 118, Vigili del Fuoco o forze dell'ordine.

Nelle zone dove il 112 non è ancora attivo, il 118 risponde direttamente per le emergenze sanitarie. In ogni caso entrambi i numeri funzionano: l'errore da evitare non è sbagliare numero, ma perdere tempo a cercarlo. Per questo il numero da chiamare va scritto accanto ai telefoni, nelle procedure e sulla cassetta di primo soccorso, tenendo conto di come funziona il servizio nella propria regione.

Il passaggio dalla centrale unica al 118 richiede pochi secondi. Durante il trasferimento non bisogna riagganciare: la chiamata continua e l'operatore sanitario riprende le informazioni.

Cosa chiede la legge al datore di lavoro#

Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di organizzare i rapporti con i servizi pubblici di primo soccorso, salvataggio e lotta antincendio (art. 43) e di prendere i provvedimenti necessari per il primo soccorso e l'assistenza medica di emergenza, anche per il trasporto degli infortunati (art. 45). Il testo è su Normattiva.

Il DM 388/2003 aggiunge un requisito preciso: in tutte le aziende, di qualunque gruppo, deve esserci un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio sanitario nazionale. Il primo modulo del corso per addetti al primo soccorso tratta proprio l'allertamento del sistema di soccorso, e la parte pratica comprende esercitazioni sulla comunicazione con i servizi di emergenza.

Per l'incendio, il DM 2 settembre 2021 richiede il piano di emergenza nei luoghi di lavoro con almeno dieci lavoratori, in quelli aperti al pubblico con più di cinquanta persone presenti e nelle attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco. Il piano deve contenere le procedure per la chiamata dei soccorsi e le informazioni da fornire al loro arrivo. Negli altri luoghi di lavoro le misure organizzative vanno comunque riportate nel DVR.

Lo schema della telefonata#

L'operatore guida la conversazione con domande precise. Chi chiama deve essere pronto a rispondere senza esitazioni. Questo è lo schema da preparare e affiggere vicino ai telefoni.

InformazioneCosa direErrore da evitare
Chi chiamaNome e numero da cui si chiama, che deve restare liberoChiamare da un telefono che poi si spegne o si occupa
DoveIndirizzo completo, comune, ingresso da usare, reparto, punti di riferimentoDire solo il nome dell'azienda o "il capannone dietro"
Cosa è successoTipo di evento: caduta, schiacciamento, ustione, malore, incendio, sostanza chimicaRaccontare la storia invece della dinamica
Quante personeNumero di infortunati e se ci sono altri pericoli in corsoOmettere i coinvolti non visibili
CondizioniSe la persona è cosciente, se respira, se sanguina moltoDare diagnosi invece di descrivere ciò che si vede
Rischi sulla scenaFiamme, fumo, gas, macchine in moto, tensione elettrica, altezzaDimenticare che i soccorritori devono entrare in sicurezza

Alla fine si resta in linea e si seguono le istruzioni. L'operatore può guidare le manovre di rianimazione al telefono, se chi chiama o l'addetto non le conoscono bene.

Chi fa cosa: i ruoli in emergenza#

Una chiamata efficace è il risultato di un'organizzazione, non dell'improvvisazione. Nella maggior parte delle aziende i compiti si dividono così:

  1. Chi assiste all'evento dà l'allarme interno e avvisa l'addetto al primo soccorso più vicino.
  2. L'addetto valuta la scena, verifica coscienza e respiro e decide se chiamare i soccorsi, o fa chiamare un collega mentre interviene.
  3. Un secondo addetto o il centralinista effettua la chiamata seguendo lo schema, oppure tiene la linea mentre il primo interviene.
  4. Una persona designata va all'ingresso ad accogliere l'ambulanza e a guidarla fino al punto esatto.
  5. Il responsabile dell'emergenza mette in sicurezza l'area: ferma le macchine, interrompe l'energia se necessario, allontana i presenti.

Il punto 4 è spesso dimenticato. In uno stabilimento grande o in una zona industriale senza numeri civici chiari, i minuti persi a cercare l'ingresso giusto possono pesare più di qualunque altra cosa. Le competenze dell'addetto sono descritte nella guida su addetto al primo soccorso.

Preparare la chiamata prima dell'emergenza#

Esempio: un'azienda metalmeccanica di 40 dipendenti, su un unico sito con due capannoni, organizza la gestione delle chiamate in questo modo. Una scheda plastificata vicino a ogni telefono fisso e nella cassetta di primo soccorso riporta il numero di emergenza, l'indirizzo esatto con le coordinate, l'ingresso per i mezzi di soccorso e lo schema delle informazioni. Un cordless o un cellulare aziendale sempre carico è assegnato a ogni turno. Il centralino sa che, in caso di emergenza, deve tenere libera una linea.

Le esercitazioni annuali previste dal DM 2 settembre 2021 sono l'occasione per provare anche la chiamata, senza inoltrarla davvero ai soccorsi. Il decreto stabilisce infatti che l'allarme delle esercitazioni non deve essere indirizzato realmente ai Vigili del Fuoco. Il simulatore di evacuazione può aiutare a ragionare sui tempi.

Checklist rapida per il datore di lavoro:

  • il numero da chiamare è affisso vicino a ogni telefono e nella cassetta;
  • l'indirizzo per i soccorsi è scritto in modo che chiunque possa leggerlo;
  • in ogni turno c'è almeno un addetto formato e un telefono disponibile;
  • chi lavora da solo o in luoghi isolati ha un mezzo per chiamare aiuto;
  • il piano o il DVR indicano chi chiama e chi accoglie i soccorsi;
  • il corso degli addetti è aggiornato, come previsto per i corsi di primo soccorso.

Dopo la chiamata: cosa fare#

Quando i soccorsi sono arrivati, l'addetto fornisce le informazioni raccolte: orario dell'evento, manovre eseguite, sostanze coinvolte con la relativa scheda di sicurezza. Se l'infortunio è avvenuto con una macchina, la scena va preservata nei limiti del possibile, perché potrebbe essere oggetto di accertamenti.

Seguono gli adempimenti amministrativi: la comunicazione dell'infortunio all'INAIL e, nei casi più gravi, gli accertamenti degli organi di vigilanza. Un'analisi dell'accaduto, anche quando l'esito è stato lieve, è il modo migliore per correggere la procedura prima della prossima volta.

Domande frequenti#

Chi deve chiamare i soccorsi in azienda?#

La legge non indica una persona specifica: chiunque assista a un'emergenza può e deve chiamare. Il piano di emergenza o il DVR, però, devono definire chi ha il compito di chiamare, così da evitare che nessuno lo faccia o che lo facciano in tre. Di solito è l'addetto al primo soccorso, un secondo addetto o il centralino. L'importante è che tutti sappiano chi è.

Si può chiamare il 118 anche dove è attivo il 112?#

Sì. Il 118 resta raggiungibile anche dove è attivo il numero unico europeo e la chiamata viene comunque gestita dal sistema di emergenza. Comporre il 112 ha alcuni vantaggi, come la localizzazione del chiamante e lo smistamento verso più servizi quando l'evento coinvolge anche incendio o ordine pubblico. Conta soprattutto non riagganciare e rispondere alle domande dell'operatore.

Cosa deve avere un lavoratore che opera da solo?#

Il DM 388/2003 prevede che i lavoratori che operano in luoghi isolati o fuori dalla sede abbiano un pacchetto di medicazione e un mezzo di comunicazione per raggiungere l'azienda e attivare il sistema di emergenza. Nella pratica serve un telefono carico e con copertura nel luogo di lavoro. Per lavori isolati più rischiosi conviene prevedere anche contatti periodici o dispositivi di allarme personale.

L'esercitazione deve includere la chiamata ai soccorsi?#

La chiamata va simulata, non effettuata davvero. Il DM 2 settembre 2021 stabilisce che durante le esercitazioni l'allarme non deve essere inoltrato realmente ai Vigili del Fuoco. Si può però provare la procedura completa: chi chiama, cosa dice, chi va all'ingresso. Verificare che la scheda con indirizzo e informazioni sia aggiornata è parte dell'esercitazione.


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