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Corso aggiornamento RSPP: 40 ore ogni 5 anni, regole 2025
L'RSPP deve completare **40 ore di aggiornamento ogni cinque anni**, l'ASPP 20 ore. Lo prevede l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha confermato il monte ore del vecchio accordo del 2016.
L'RSPP deve completare 40 ore di aggiornamento ogni cinque anni, l'ASPP 20 ore. Lo prevede l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha confermato il monte ore del vecchio accordo del 2016. Le ore sono uguali per ogni settore: la classe di rischio dell'azienda non le cambia, e possono essere distribuite liberamente nel quinquennio.
Questa guida riguarda chi ricopre il ruolo di RSPP o ASPP con i moduli A, B e C, da dipendente o da consulente esterno. Se sei il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del servizio di prevenzione, il tuo obbligo è diverso e più leggero: è descritto nella guida all'aggiornamento RSPP datore di lavoro.
Da dove nasce l'obbligo#
L'art. 32, comma 6, del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che responsabili e addetti del servizio di prevenzione e protezione frequentino corsi di aggiornamento secondo gli indirizzi fissati in Conferenza Stato-Regioni. Per quasi dieci anni il riferimento è stato l'accordo del 7 luglio 2016. Dal 19 maggio 2025, data di entrata in vigore indicata dalle FAQ del Ministero del Lavoro, vale l'Accordo Rep. 59/CSR del 17 aprile 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025.
Il nuovo testo ha riunito in un unico documento tutta la formazione prevista dal D.Lgs. 81/08. Per RSPP e ASPP il cambiamento sull'aggiornamento è minimo: restano 40 e 20 ore nel quinquennio. Cambiano invece le regole comuni a tutti i corsi, come i requisiti dei soggetti formatori, gli elementi obbligatori dell'attestato e il limite dei dieci anni per i crediti formativi. Il quadro completo delle durate è nella guida all'Accordo Stato-Regioni 2025.
Quante ore servono: la tabella#
| Figura | Aggiornamento | Periodicità | Il settore cambia le ore? |
|---|---|---|---|
| RSPP (moduli A, B, C) | 40 ore | Ogni 5 anni | No |
| ASPP (moduli A, B) | 20 ore | Ogni 5 anni | No |
| Datore di lavoro che fa l'RSPP | 8 ore | Ogni 5 anni | No |
| Lavoratori | 6 ore | Ogni 5 anni | No |
Le ore indicate sono minime. Chi ricopre contemporaneamente più incarichi non moltiplica il monte ore: l'aggiornamento è legato alla persona, non al numero di aziende seguite. Un consulente con venti clienti deve comunque 40 ore nel quinquennio, ma i contenuti scelti devono essere coerenti con i settori in cui lavora, perché l'art. 32 richiede capacità adeguate alla natura dei rischi presenti.
"Rischio medio" e "rischio alto": un equivoco frequente#
Molte ricerche parlano di aggiornamento RSPP "rischio medio" o "rischio alto" con durate di 6, 10 o 14 ore. Quelle cifre appartenevano al vecchio percorso del datore di lavoro RSPP previsto dall'accordo del 2011, non all'RSPP professionista. Dal 2016 per l'RSPP il monte ore non dipende dal macrosettore, e dal 2025 nemmeno il datore di lavoro RSPP segue più la classe di rischio. Se la classe di rischio non torna, è probabile che il corso proposto sia costruito su regole abrogate.
Come si calcola la scadenza#
Il quinquennio parte dalla data di conclusione del percorso che ha dato il titolo: di norma il modulo B per l'ASPP e il modulo C per l'RSPP, oppure la data indicata sull'attestato dell'ultimo ciclo di aggiornamento chiuso. Il conteggio va fatto persona per persona, sugli attestati originali.
Esempio: un'RSPP interna che ha concluso il modulo C il 12 marzo 2022 deve documentare 40 ore di aggiornamento entro il 12 marzo 2027. Se nel 2024 ha frequentato 16 ore e nel 2025 altre 8, le restano 16 ore da completare. Le ore si sommano anche se provengono da enti diversi, purché ciascun attestato sia conforme.
Tre controlli pratici da fare oggi:
- raccogliere in un fascicolo personale tutti gli attestati di aggiornamento del quinquennio in corso, con data, ente e numero di ore;
- verificare che ogni attestato riporti modalità di erogazione, riferimento normativo e durata, elementi minimi richiesti dalla Parte I dell'Accordo;
- annotare la scadenza e pianificare le ore mancanti con almeno sei mesi di margine.
Per un consulente che lavora con più aziende il fascicolo serve anche verso i clienti: il datore di lavoro che designa l'RSPP deve poter dimostrare che il professionista possiede i requisiti dell'art. 32.
Quali corsi valgono per le 40 ore#
Valgono i corsi di aggiornamento erogati da soggetti formatori previsti dalla Parte I dell'Accordo, con contenuti coerenti con la funzione: evoluzione normativa e giurisprudenziale, tecniche di valutazione dei rischi, rischi specifici del settore, gestione degli appalti, analisi di infortuni e quasi incidenti, sistemi di gestione, comunicazione e formazione. Il corso deve chiudersi con una verifica dell'apprendimento e l'attestato si ottiene solo con la frequenza di almeno il 90% delle ore.
Non valgono, invece, corsi pensati per altri ruoli e con altre finalità, come la formazione da addetto antincendio o da addetto al primo soccorso. Anche un corso di aggiornamento per lavoratori, preposti o dirigenti non è pensato per la funzione di RSPP e conviene non contarlo senza una conferma scritta dell'ente sulla sua validità.
Sulla modalità, prima di iscriversi a un corso online è bene chiedere all'ente in quale forma è erogato e controllare che sia ammessa per l'aggiornamento RSPP dalla Parte IV dell'Accordo. La videoconferenza sincrona, con docente collegato in diretta e interazione reale, è equiparata all'aula; una lezione registrata e vista in differita è e-learning a tutti gli effetti e deve rispettare i requisiti tecnici previsti per quella modalità, tra cui la presenza di un tutor diverso dal docente.
Come costruire il piano delle 40 ore#
Il modo più efficace è distribuire circa 8 ore l'anno su temi scelti in base alle aziende seguite. Esempio di piano per un RSPP che lavora nella metalmeccanica:
| Anno | Tema | Ore |
|---|---|---|
| 1 | Novità dell'Accordo 2025 e verifica di efficacia della formazione | 8 |
| 2 | Attrezzature di lavoro e Regolamento macchine UE 2023/1230 | 8 |
| 3 | Rischio chimico e agenti cancerogeni | 8 |
| 4 | Appalti, DUVRI e interferenze | 8 |
| 5 | Analisi infortuni e quasi incidenti | 8 |
Un piano così evita la corsa all'ultimo anno e porta nei documenti aziendali novità che altrimenti arrivano solo dopo un controllo.
Cosa succede se il quinquennio è scaduto#
Un RSPP con l'aggiornamento incompleto non perde i moduli A, B e C, ma non possiede più per intero i requisiti dell'art. 32. Finché non recupera le ore mancanti, l'incarico è esposto a contestazioni: per l'organo di vigilanza il servizio di prevenzione e protezione affidato a un soggetto privo dei requisiti non è conforme, e del problema risponde anche il datore di lavoro che lo ha designato.
Le FAQ ministeriali fissano un limite oltre il quale il recupero non basta più: il credito formativo decade se trascorrono dieci anni senza alcun aggiornamento. Entro quel limite si completano le ore mancanti; oltre, il percorso va ripetuto. Chi ha concluso i moduli con l'accordo del 2016 resta comunque in regola tramite i crediti, come spiegato nell'articolo su cosa resta valido degli accordi precedenti.
| Situazione a ottobre 2026 | Cosa fare |
|---|---|
| Quinquennio in corso, ore parziali | Completare le ore mancanti prima della scadenza |
| Quinquennio scaduto da poco | Recuperare subito le ore; nel frattempo l'incarico è contestabile |
| Nessun aggiornamento da oltre dieci anni | Credito decaduto: ripetere il percorso formativo |
RSPP interno o esterno: cosa cambia per l'aggiornamento#
L'obbligo è identico. Cambia chi lo presidia. Con un RSPP interno è l'azienda che deve tenere lo scadenzario e, di norma, sostenere il costo dei corsi. Con un consulente esterno l'aggiornamento è a carico del professionista, ma il datore di lavoro deve comunque chiedere evidenza degli attestati prima della nomina e a ogni rinnovo dell'incarico.
Un segnale pratico di aggiornamento carente: un documento di valutazione dei rischi che cita ancora gli accordi del 2011 come norma vigente o che programma la formazione dei preposti ogni cinque anni invece che ogni due. Chi preferisce affidare la funzione a un professionista che gestisce in proprio l'aggiornamento trova le condizioni nella pagina del servizio di RSPP esterno; per capire che cosa distingue i due ruoli del servizio c'è l'approfondimento sulla differenza tra RSPP e ASPP. Il percorso iniziale per diventare RSPP è descritto nella guida al corso RSPP.
Domande frequenti#
Quante ore di aggiornamento deve fare l'RSPP?#
L'RSPP deve completare 40 ore di aggiornamento ogni cinque anni, l'ASPP 20 ore. Lo stabilisce l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha confermato i valori dell'accordo del 2016. Le ore sono uguali per tutti i settori e possono essere frazionate in più corsi, anche con enti diversi, purché documentate da attestati conformi.
L'aggiornamento RSPP dipende dalla classe di rischio dell'azienda?#
No. Per l'RSPP professionista il monte ore è unico già dal 2016. Le durate di 6, 10 o 14 ore legate al rischio basso, medio o alto riguardavano il datore di lavoro RSPP con l'accordo del 2011, oggi sostituito: dal 2025 anche per lui l'aggiornamento è unico, 8 ore ogni cinque anni.
Un RSPP esterno con molti clienti deve fare più ore?#
No, l'aggiornamento è personale e non si moltiplica con il numero di incarichi: restano 40 ore nel quinquennio. Il professionista deve però scegliere contenuti coerenti con i settori delle aziende seguite, perché l'art. 32 del D.Lgs. 81/08 richiede capacità adeguate ai rischi presenti, non solo un numero di ore.
Ho superato la scadenza: devo rifare i moduli A, B e C?#
Di norma no. I moduli restano validi e si recuperano le ore di aggiornamento mancanti, durante le quali l'incarico è esposto a contestazioni. Secondo le FAQ del Ministero del Lavoro il credito decade solo dopo dieci anni senza alcun aggiornamento: in quel caso il percorso formativo va ripetuto.
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